Hoc Signo | Un’opera unica di Paolo Gubinelli

Bibliothè Contemporary Art | dal 30 Maggio al 19 Giugno 2018 | Paolo Gubinelli

Inaugurazione Mercoledì 30 Maggio 2018 alle ore 19.00 presso la Bibliothè Contemporary Art Roma

Decimo appuntamento della seconda rassegna di Unum a cura di Francesco Gallo Mazzeo con il coordinamento di Enzo Barchi. Un’opera unica di Paolo Gubinelli, Hoc Signo Testo di Bruno Munari e Davide Rondoni.

“Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – […] nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.”

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L’esposizione resterà aperta fino al 19 Giugno 2018

Orario: dal lunedì al sabato: 11.00/23.00
Info: (+39) 06 6781427

BRUNO MUNARI 1985

Le prime luci dell’alba

L’arte esplora mondi diversi, tutti diversi, tanto diversi quanti sono gli individui, incomprensibili e strani, comunque mondi personali che a volte si rivelano in tutta la loro completezza, a volte si lasciano scoprire molto lentamente come quando le prime luci dell’alba rompono il buio e delimitano solamente i profili delle cose, uno spigolo, una parte di superficie della quale non si conosce l’ampiezza e la forma, un bagliore indefinito, l’incrocio di alcune linee che non si sa dove vanno, segni e non ancora forme, colori accennati, tutto un mondo pre-percettivo che stimola l’immaginazione, che fa pensare, che lascia in sospeso (per quanto tempo?).

È una situazione molto amata dagli orientali i quali preferiscono vedere il mondo illuminato da una sottile falce di luna piuttosto che da una volgare luna piena, cara agli innamorati e ai bambini.

Gubinelli ci propone questi stimoli pre-percettivi, ancora prima delle forme, quasi frammenti di segni e apparizioni di colori.

Questi fogli appena segnati fanno venire in mente (a chi li conosce, naturalmente) i pensieri di un monaco buddista della fine del milleduecento, di nome Kenko, autore del libro “Momenti d’ozio” edito da Adelphi: “Questo mondo è un luogo così incerto e mutevole che ciò che immaginiamo di vedere davanti ai nostri occhi, in realtà non esiste…. Non possiamo essere certi che la mente esista. Le cose esteriori sono tutte illusioni”. Ma anche noi siamo “cose esteriori” per un altro.

Solo l’arte, ormai completamente libera, ci può condurre a esplorare questi mondi inesplorati al limite della percezione.

Milano, Aprile 1985

Ed. Magazine, Comune di Prato, 1986

Antologica, Ed. Galleria d’Arte Moderna

Palazzo dei Diamanti, Comune di Ferrara, 1987

Gubinelli, la giovinezza del segno.

Ho sempre avuto questo sospetto. Ci sono artisti – non importa quanto illuminati dai riflettori spesso sghembi e imprecisi del successo o della fama- in cui quella speciale perizia che chiamiamo “arte” si rigenera, ringiovanisce. Intendo artisti nei quali le infinite convulsioni del tempo, di un tempo pur così frammentario e gremito come quello che ci è dato di vivere, non deviano il corso di una sorta di risalita alle sorgenti. Alcuni di questi artisti sono stati baciati dalla fortuna e dal mercato, ma questo non importa. Penso a Rotchko, o tra i nostri a Burri, oppure ad artisti in campo oggi come Omar Galliani, o Sidival Fila. Gubinelli è di questa strana pattuglia. Vi partecipa con la sua insistita ricerca, con la sua libera alacrità di creatore di segni che non a caso ha a lungo e in vario modo voluto costeggiare le parole della poesia, amandole e per così dire offrendole nelle mani dei suoi fogli, dei suoi colori, dei suoi suggestionati e studiatissimi segni. Anche per via di questo accostamento oltre che per la innata e maturata perizia propria del disegnatore, dell’incisore e del pittore, Gubinelli provvede a ringiovanire il segno. Ovvero a portare il gesto del creare segni – gesto bambinesco e atavico, limpido e misteriosissimo – sempre più verso la sua scaturigine. Che si potrebbe indicare come prima forma dell’anima fuori di sé. In questa epoca dove viviamo circondati da segni, simboletti, segnaletica, indicazioni funzionali a ottenere prestazioni, servizi, ma epoca poverissima al concetto e all’esperienza di segno e simbolo in senso ricco e avventuroso, ecco, alcuni creatori di segni, in una sorta di povertà nobilissima e discreta, compiono prodigi. Ridanno all’anima la sua parola muta, la sua necessità di creare forme nel tempo e nello spazio che parlino di lei. Che la indichino. E ne indichino le profondità lievissime, imprendibili, spaventevoli o lucenti. La giovinezza del segno sta nel suo ritorno a ciò per cui è assolutamente necessario, ma fuori da qualsiasi funzione. Non si tratta certo di puro godimento estetico – pur se davanti a certe opere di Gubinelli bisogna chiudere gli occhi, e riaprirli come di fronte a un incanto. Non è un godimento più profondo e non privo, paradossalmente, di sofferenze e tensioni. Cosa di più abusato e quasi ammutolito oggi del segno, e cosa di più insidiato oggi (si pensi ai futili e stupidi annunci di pseudo scienziati e tecnocrati che ogni due per tre annunciano di aver creato una macchina che compone arte) della capacita simbolica dell’animo e della mente umani, capacità in cui risiede tutto il mistero dell’essere nostro, e della nostra natura che partecipa in modo speciale alla natura dell’intero universo? Anche in questo tempo insidioso, l’uomo dei segni Gubinelli percorre le sue vie, centrali o laterali, con la fedeltà del monaco che è sempre vero protagonista dei cambi d’epoca. In questo ponendosi al centro della attenzione degli attenti, e nella gratitudine dei veramente vivi.

Davide Rondoni, maggio 2018

BIOGRAFIA

Paolo Gubinelli nasce a Matelica in provincia di Macerata, nelle Marche, nel 1945; madre Jolanda casalinga e sarta, padre Gennaro restauratore di mobili antichi. A cinque anni comincia gli interessi per la musica e impara a suonare la fisarmonica. A dieci anni studia clarinetto e sax con il maestro Pesci il quale lo stimola a prepararsi per gli studi al Conservatorio. Purtroppo, a dodici anni si ammala gravemente: la mamma e il padre non hano mezzi economici per permettersi di mantenerlo agli studi, così, a quindici anni, smette completamente gli studi musicali. A quindici anni sente un forte interesse per l’arte, per la grafica, l’architettura e il design. Terminati gli studi presso l’Istituto d’Arte di Macerata, non soddisfatto, si aggiorna culturalmente attraverso biblioteche, riviste d’arte, di architettura, di grafica e design. Comincia i primi studi figurativi e ricerca e sperimenta con materiali vari. Ha contatti con il preside Renzo Ghiozzi – nome d’artista Zoren – dell’Istituto d’Arte di Macerata, con lo scultore Umberto Peschi; conosce l’Architetto Ivo Pannaggi e lo scultore Edgardo Mannucci ad Arcevia. A venti anni si trasferisce a Milano, continuando gli studi nel campo della grafica e dell’architettura; conosce Lucio Fontana ed ha contatti continui con Bruno Munari a cui lo lega una grande amicizia, scambiandosi lettere e partecipando alle stesse mostre collettive. Ha continui contatti con i pittori Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Mario Nigro e altri Milanesi astrattisti. Dopo un anno si trasferisce a Roma e conosce il grande artista Alberto Burri che apprezza molto la sua opera e con il quale si incontra anche nello studio di Città di Castello. Frequenta lo studio di Giuseppe Uncini, e a Spoleto Sol Lewitt, a Celleno Enrico Castellani, a Todi Piero Dorazio. Nel 1968 si stabilisce a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Ha continuato gli studi di progettazione architettonica, grafica, con costante impegno artistico; lavora sempre sul materiale cartaceo, tratta la carta con incisioni, piegature, tagli, acquerelli. Diversi sono i contatti con l’Architetto Giovanni Michelucci: nel 1976 lo invita ad installare le sue opere eseguite su cartoncino bianco, incise e piegate nello show room per una mostra insieme ai mobili di Michelucci progettati per la ditta Fantacci di Pistoia.
Molti noti critici scrivono sull’opera di Gubinelli che ha contatti con noti architetti, letterati e poeti. Nel 1992 il Comune di Certaldo (Firenze), doveva organizzare una mostra antologica: Gubinelli e Munari presentati dalla storica dell’Arte Lara Vinca Masini; purtroppo, per problemi con l’Assessore alla Cultura, si deve rinunciare a questo progetto. Installa mostre personali della sua opera in varie Chiese, luoghi di contemplazione e di meditazione, fogli che scendono dal soffitto come papiri, incisi e piegati manualmente, creando un rapporto dinamico nello spazio. Nella sua attività artistica è andato molto presto maturando, dopo esperienze pittoriche su tela o con materiali e metodi di esecuzione non tradizionali, un vivo interesse per la “carta”, sentita come mezzo più congeniale di espressione artistica: in una prima fase opera su cartoncino bianco, morbido al tatto, con una particolare ricettività alla luce, lo incide con una lama, secondo strutture geometriche che sensibilizza al gioco della luce piegandola manualmente lungo le incisioni.In un secondo momento, sostituisce al cartoncino bianco la carta trasparente, sempre incisa e piegata; o in fogli, che vengono disposti nell’ambiente in progressione ritmico-dinamica, o in rotoli che si svolgono come papiri su cui le lievissime incisioni ai limiti della percezione diventano i segni di una poesia non verbale. Nella più recente esperienza artistica, sempre su carta trasparente, il segno geometrico, con il rigore costruttivo, viene abbandonato per una espressione più libera che traduce, attraverso l’uso di pastelli colorati e incisioni appena avvertibili, il libero imprevedibile moto della coscienza, in una interpretazione tutta lirico musicale.
Oggi, questo linguaggio si arricchisce sulla carta di toni e di gesti acquerellati acquistando una più intima densità di significati.
Nel 1977 l’artista Alberto Burri telefona al direttore della galleria il Pozzo a Città di Castello per organizzargli una mostra personale.
Nel 1978 il Comune di Macerata, a cura di Elverio Maurizi, organizza una mostra presso gli spazi della Pinacoteca.
Nel 1987 viene invitato dal direttore prof. Farina per una mostra antologica negli spazi del Palazzo dei Diamanti a Ferrara presentata da Bruno Munari e Lara Vinca Masini.
Nel 1989 il Comune di Fabriano al Palazzo del Podestà, con la collaborazione del Comune di Gubbio al Palazzo dei Consoli, organizza una mostra antologica presentata dal critico d’arte Enrico Crispolti. Nel 1990 il Comune di Perugina organizza una mostra al Palazzo dei Priori presentata dal critico d’Arte Vanni Bramanti.
Nel 1990 il noto critico d’arte Giulio Carlo Argan gli scrive una lettera e lo invita nel suo studio di Roma; si congratula con la sua opera e gli scrive un breve testo per una mostra al Palazzo Ducale organizzata dal Rettore prof. Mario Giannella dell’Università degli Studi di Camerino e presentata da Giulio Carlo Argan e Marcello Venturoli.
Nel 1991 il critico d’arte e poeta Cesare Vivaldi scrive sulla Sua opera per una mostra organizzata dal Comune di Ravenna negli spazi espositivi della Loggia Lombardesca.
Nel 1992 il Comune di Volterra organizza una personale alle Logge del Palazzo Pretorio presentata dal critico d’arte Paolo Fossati. Il Comune di Civitanova Alta Marche organizza una mostra alla Chiesa di S. Agostino presentata dal critico d’arte Carlo Belloli.
Nel 1993 il Comune di Mantova, Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici organizza una mostra al Palazzo Ducale con la collaborazione del Comune di Gubbio alla Casa di S. Ubaldo, con il Comune di Gualdo Tadino alla Chiesa di S. Francesco presentazioni di Giovanni Maria Accade, Mirella Bandini, Pierre Restany e Carmelo Strano.
Nel 1994 il Comune di Spoleto organizza una mostra presso gli spazi dei Musei Civici “Monte di Pietà” del Palazzo Comunale, presentata dal critico d’arte Tommaso Trini. Anche il Comune di Prato organizza una mostra al Palazzo Pretorio presentata da Luciano Caramel.
Nel 1996 il Comune di Cortona organizza una mostra alla Fortezza di Girifalco presentata dal critico d’arte Marcello Venturoli.
Nel 1997, sempre a Ravenna, negli spazi della Loggetta Lombardesca, Cesare Vivaldi dona a Gubinelli 10 poesie inedite accompagnate da dieci opere inedite per l’installazione di una sua personale. Anche il Comune di Forlì organizza una mostra al Palazzo Alberini presentata dal critico d’arte Pierre Restany.
Nel 1999 il Comune di Cesena organizza una mostra alla Galleria Ex Pescheria presentata dal Critico d’arte Giorigo Cortenova.
Nel 2000 il Comune di Recanati, al Palazzo Comunale e al Centro Nazionale di Studi Leopardiani in occasione della premiazione del Poeta Mario Luzi, con la collaborazione del Comune di Monte Vidon Corrado, organizza una mostra con introduzione all’opera di Mario Luzi, presentata dal critico d’arte Marcello Venturoli.
Nel 2001 l’Istituto Rumeno di Cultura e Ricerca Umanistica, con la collaborazione del Comune di Venezia, organizza una mostra al Palazzo Correr con quattro poesie inedite del Poeta Andrea Zanzotto. Nel 2002 il comune di Castellanza organizza una mostra alla Villa Pomini presentata dal critico d’arte Alberto Fiz, accompagnata da una prosa poetica inedita di Tiziano Rossi. Anche alla Casa Cini, con la collaborazione del Comune di Ferrara, è organizzata una mostra presentata dal critico d’arte Carmine Benincasa accompagnata da una poesia inedita di Maria Luisa Spaziani. Nel 2003 la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, organizza una mostra permanente in donazione di opere inedite accompagnate da poesie inedite del Poeta Mario Luzi con presentazione del critico d’arte Claudio Cerritelli. L’Associazione Italo Tedesca, con la collaborazione del Comune di Venezia, organizza una mostra al Palazzo Albrizzi, presentata dal critico d’arte Toni Toniato accompagnata da dieci poesie inedite della Poetessa Maria Luisa Spaziani. Ancora, il Comune di S. Leo organizza una mostra al Palazzo Mediceo presentata dal critico d’arte Carmine Benincasa che presenta opere accompagnate da poesie inedite di Paolo Gubinelli. Il Comune di Ascoli Piceno organizza una mostra al Palazzo dei Capitani presentata dal critico d’arte Bruno Corà accompagnata da 18 poesie inedite di 18 maggiori Poeti Italiani. La Regione di Firenze organizza una mostra al Palazzo Panciatichi presentata dal critico d’arte Carmine Benincasa e accompagnata da poesia inedita di Nico Orengo. Il Comune di Rimini, Musei Civici, organizza una mostra alla Galleria dell’Immagine presentata dal critico Francesco Gallo e accompagnata da poesia inedita di Maurizio Cucchi. Nel 2004 il Comune di Firenze, con la collaborazione del Comune di Scandicci e la Vallecchi, organizza tre mostre: una prima alla Limonaia di Villa Strozzi, presentata dal critico d’arte Bruno Corà; una seconda alla ZBF Vallecchi e alla Abbazia di S. Salvatore a Settimo Scandicci, presentata da Bruno Corà e accompagnata da 18 poesie inedite dei maggiori Poeti Italiani; una terza ai Musei Civici – Chiostro di Voltorre organizzata dalla Galleria d’arte di Gavirate e presentata dal critico darte ‘Claudio Cerritelli accompagnata da poesie inedite di Maurizio Cucchi, Franco Loi, Mario Luzi, Nico Orengo, Maria Luisa Spaziani. Il Comune di S. Benedetto del Tronto (AP) organizza una mostra presentata dal critico Toni Toniato accompagnata da 10 poesie inedite della Poetessa Maria Luisa Spaziani. In occasione del Festival Internazionale della poesia viene invitato dal Comune di Genova ad una esposizione dell’opera ” ARTE E POESIA” opere inedite accompagnate da poesie inedite dei maggiori poeti, presentata da Bruno Corà, presso gli spazi del Palazzo Ducale. Il Comune di Riccione organizza un’antologica con introduzione all’opera di Mario Luzi e antologia critica di noti studiosi che hanno scritto sulla sua opera. Nelle ultime mostre, organizzate da Enti Pubblici qualificati, presenta opere accompagnate da poesie inedite dei maggiori poeti: Andrea Zanzotto. Mario Luzi, Tiziano Rossi, Milo De Angelis, Maria Luisa Spaziani, Alberto Bevilacqua, Franco Loi, Maurizio Cucchi, Alberto Caramella, Giuseppe Conte, Vivian Lamarque, Giancarlo Majorino, Giampiero Neri, Nico Orengo, Alessandro Parronchi, Antonio Riccardi, Mario Santagostini, Cesare Vivaldi.  Nel 2011 ospitato alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L’Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, installazione di n. 28 carte cm. 102×72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra.

Progetto Unum con il coordinamento di Enzo Barchi
Bibliothè Contemporary Art
Via Celsa, 4/5 – 00186 Roma
T. + 39 066781427

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