“Ho scelto di raccontare la mia malattia per esorcizzare la paura”

Ho scelto di raccontare la mia malattia per esorcizzare la paura, per condividere il mio dolore con chi stava passando una tragedia simile alla mia e per lasciare una sorta di “manuale di guerra” a chi ci sarebbe passato dopo di me”. Roberta aveva 31 anni quando, nel 2015, il linfoma di Hodking è arrivato a mettere in pausa la sua vita. Per le 18.000 persone che oggi la seguono via Facebook, lei è il volto della pagina “Dajerobs”: un social diario di bordo attraverso cui, questa giovane guerriera umbra, ha raccontato ogni giorno il cancro, la chemioterapia, la normalità rubata e quella battaglia condivisa con sua madre Fulvia, anche essa ostaggio dello stesso male.

“Tu con me” è la sintesi di una quotidiana lotta per la sopravvivenza. Scritto a quattro mani con passione e affetto reciproco, questo libro racconta l’altra faccia della malattia: quella dell’amore incondizionato, della bellezza di una giornata di pioggia, di uno starnuto, di una passeggiata all’aria aperta. Perché avere il cancro è anche questo: respirare vita quando tutti intorno vedono solo morte. Lo sa bene Roberta. Lo sanno bene tutte quelle persone che ogni giorno si impegnano per combattere i pregiudizi e l’ignoranza, promuovendo la conoscenza e la responsabilità. Medici, infermieri, ma anche Associazioni, tante, senza le quali il tumore oggi sarebbe probabilmente qualcosa di ancora più temuto e terribile. Non è un caso che i diritti d’autore di questo libro siano stati interamente devoluti al Comitato per la Vita Daniele Chianelli, che da anni supporta i piccoli malati di cancro e le loro famiglie.

“Tu con me” è entrato in punta di piedi nei corridoi degli ospedali, nelle sale delle chemioterapie per raccontare come la condivisione, reale e virtuale, possa rivelarsi una medicina imprescindibile in qualsiasi percorso di cura. “Quando mi sono ammalata – scrive Roberta – la prima cosa che ho fatto è stata andare a cercare informazioni e testimonianze su chi aveva vissuto, o stava vivendo, il mio stesso dramma. Che cosa significava avere un linfoma di Hodking? Come sarebbe cambiata la mia vita? Ho trovate poche cose, pochissime. Poi un giorno alla tv ho sentito il racconto di una ragazza che era riuscita a sconfiggere il linfoma e che ora faceva scalate in montagna. Quel giorno ho capito che potevo vincere”.

Parlarne dunque è fondamentale. Lo faremo a Recanati, sabato 18 novembre alle 17, nell’ambito della rassegna “Talk – conversazioni letterarie per autori indipendenti”, presso il Circolo di Lettura e Conversazione, Piazzetta Clementoni. Lo faremo non solo con Roberta, ma anche con importanti realtà come l’Ail, da sempre in prima linea nella lotta alla leucemia e l’Admo, in campo ogni giorno per promuovere la donazione del midollo. Lo faremo nella convinzione che “un dolore condiviso è un dolore che pesa meno”.

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Nikla

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