Guido Loconsolo il Super Papageno

Il Flauto Magico di Vick | Ironico, divertente, originale, il baritono Guido Loconsolo nei panni di Papageno ha rivelato notevoli doti attoriali, oltre a quelle canore, e una spontanea vis comica sfoggiando un autentico talento interpretativo. Fin dalla sua prima uscita in scena vestito da Super Pollo, con una S rossa stampata sul petto (forse anche acronimo di Speranza?), ha strappato sorrisi mentre distribuiva tra il pubblico volantini pubblicitari per la sua attività di rider addetto alla consegna di polli fritti. Loconsolo ha tenuto la scena e regalato momenti formidabili impersonando con grande forza e vivacità l’uccellatore Papageno, il buffo personaggio un po’ sbruffone, materialista quanto basta, molto pragmatico ma di buon cuore, saggio e gentile, alla ricerca disperata di una compagna da amare.  Forse un giorno lo vedremo protagonista di un film? “Sì, recitare è un obiettivo che ho pensato. Poi chi lo sa”.

“Guai a chi mi tocca l’opera e il regista!”

Guido Loconsolo difende con forza Graham Vick dalle critiche mosse da una certa parte politica su alcuni particolari non graditi (ad esempio la ruspa: un mostruoso drago per Vick, un’allusione a Salvini per la Lega) che hanno innescato una serie di polemiche e reazioni talvolta fuori luogo. Loconsolo è rimasto sorpreso nel vedere come lo spettacolo sia stato vittima di una strumentalizzazione politica quando invece la vera intenzione del regista è legata all’autentico spirito dell’opera mozartiana, di un ideale nuovo inizio per un mondo migliore. “Secondo me si è cercato di svilire con i termini politici attuali, che sono abbastanza vili e bassi di livello, qualcosa che aveva la presunzione di essere al di sopra al di là dei ragionamenti. Ad ogni modo il pubblico è libero di scegliere se vedere uno spettacolo rassicurante o se vuole mettersi in discussione e partecipare ad un’opera in cui il regista porta sul palco i problemi quotidiani: mettere in scena 5 ragazzi di colore forse ha infastidito qualcuno. Forse Vick ha sortito l’effetto che voleva. Probabilmente ha colto nel segno.”

“Il Flauto di Vick è come un triplo salto mortale carpiato senza rete di protezione”

Una produzione del genere, dove tutto è messo in discussione, per Loconsolo corrisponde ad avere una grande personalità e fiducia nei propri mezzi. “Il rischio era altissimo e credo che il regista l’abbia messo in conto. E’ come fare un triplo salto mortale carpiato senza rete di protezione. Inoltre sistemare 100 persone sul palcoscenico a livello tecnico non è facile, vuol dire complicarsi la vita ma se ci riesci significa hai dato una forte dimostrazione di come sai usare il teatro e il palcoscenico.

 

Guido Loconsolo ha intrapreso i suoi studi musicali al Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano, dove ha conseguito il diploma di Clarinetto. Completa inoltre la sua carriera sportiva agonistica con il conseguimento del titolo di Maestro di scherma. E’ sposato con il soprano georgiano Nino Machaidze. Ricorda con affetto il grande baritono Renato Bruson, personaggio importante per la sua formazione, e Ildebrando D’Arcangelo con cui ha instaurato una forte amicizia. E’ un interprete mozartiano e il ruolo di Papageno nel Flauto Magico di Vick è stato un debutto.

Nikla Cingolani

L’intervista è andata in onda il 3 settembre su Radioerre FM 89.1 nella trasmissione “Appuntamento con l’Arte”.

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