Guancialarte, un tuffo nella tradizione marchigiana

Recanati, 3 febbraio 2019 | Con il pranzo della domenica, nella tensostruttura del convento Cappuccini di Montemorello, si è conclusa in bellezza la terza edizione di Guancialarte con ben 400 presenze, 190 sabato e 210 oggi. Da quanto si è evinto in questa rassegna gli chef, piuttosto che sperimentare nuovi modi di presentare un piatto, hanno preferito le ricette della tradizione marchigiana.

Questa edizione è stata dedicata al bollito, in dialetto recanatese “l’allesso”, un piatto che nella cucina delle Marche è da sempre protagonista. Il suo profumo evoca i pranzi della domenica, ricordi di tradizioni familiari, i banchetti in campagna all’aria aperta o sotto il tendone. Tempi passati che riaffiorano nella mente anche solo leggendo il menù proposto da Guancialarte – loves bollito. Come antipasto ecco la galantina, un grande classico marchigiano d’eccellenza servita con l’insalata russa; a seguire i marchigianissimi cappelletti in brodo e, ovviamente, il bollito accompagnato con la salsa verde e la maionese preparate artigianalmente. Se il bollito è stato il re della rassegna, la vera regina è stata la stracciatella, l’immancabile piatto d’ingresso dei primi ai pranzi di nozze. Gli straccetti in brodo con il loro profumo hanno creato un’atmosfera speciale dei momenti di festa. E il guanciale? Certo non poteva mancare. Croccante e saporito ha reso più gustoso il bollito, ed è forse stato questo il segno innovativo del menù.

Per Riccardo e Giorgio Generosi, Lorenzo Zinni Giorgio Pisauri e Jacopo Zannini, i fondatori del gruppo Guancialarte, l’idea è nata per gioco ma, visti i numeri, si è trasformata in una realtà da ripetere. Non ci resta che rimanere in attesa.

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Nikla

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