Gigli Opera Festival: Cavalleria Rusticana conquista il pubblico

Recanati | Con la Cavalleria Rusticana, opera verista di Pietro Mascagni andata in scena ieri sera a Palazzo Venieri, il Gigli Opera Festival, sotto la direzione artistica del M° Riccardo Serenelli, affiancato nell’organizzazione da Chiarenza Gentili Mattioli,  si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti della lirica. Il format ormai consolidato di VillaIncanto con gli adattamenti delle opere liriche più conosciute, molto apprezzato per la dinamicità e l’interazione tra gli artisti e il pubblico, sembra aver trovato nel cortile rinascimentale di Palazzo Venieri il luogo ideale per presentare in estate il festival lirico dedicato a big Beniamino Gigli.

Il colonnato del Venieri diventa lo stupendo scenario delle drammatiche vicende e sfondo scenografico dove proiettare le immagini di Renato Guttuso, punto di riferimento della corrente artistica del Neorealismo italiano. Artista siciliano estremamente legato alla sua terra, la stessa dove si svolgono i fatti della Cavalleria Rusticana, ha dipinto i suoi quadri con pennellate sicure, decise, vibranti, ricchi di colori caldi dalla potente forza espressiva che si combinavano con il tono delle voci dei cantanti, mettendo in risalto la drammaticità dell’opera.

Applauditissimi tutti protagonisti: Maria Casado Mas/Lola, Martina Malatini/mamma Lucia, Giulio Boschetti/Alfio, ma soprattutto il tenore Piero Giuliacci nei panni di Turiddu e il soprano Francesca Ruospo nel ruolo di Santuzza. Quest’ultima ha ricevuto un applauso a scena aperta, subito dopo il momento della processione, quando con la sua voce ha guidato l’inno dei fedeli facendolo proprio, mescolando la fede religiosa e l’amore laico in un sentimento tragico che ha invaso tutta l’opera. Molto apprezzato anche l’Intermezzo sinfonico, una delle melodie più celebri e più belle di tutta la Cavalleria Rusticana, eseguito dal Decimino Gigli, orchestra capeggiata dal M° Luca Mengoni esecutore dell’elaborazione musicale dell’opera.

Il GOF è qualcosa di più che uno spettacolo, è un’esperienza sensoriale totale. Prima di arrivare nel cortile il pubblico è stato pervaso dall’essenza “Infinito” , fragranza creata da Danhera le cui note hanno affiancato quelle musicali per tutta la durata dell’opera. Poi i sapori nel pre-spettacolo con le degustazioni dell’Azienda Agraria Stachys e dei F.lli Guzzini; a completare il percorso curato da Mamamour le opere d’arte di Maria Micozzi.

A fine rappresentazione non è mancato il saluto del Sindaco Antonio Bravi che, nel vedere un folto numeri di spettatori – tra loro anche la Sindaca di Camerano Annalisa del Bello – , ha espresso la sua soddisfazione per la giusta scelta di aver riconfermato il GOF. “Lo abbiamo riconfermato e seguiteremo a farlo in futuro.”

Rita Soccio, Assessora alle Politiche Culturali, P.I. e Turismo di Recanati oggi ha così commentato: “Il Gigli Opera Festival è ormai una realtà consolidata nella programmazione culturale estiva della nostra città, dedicato al grande tenore Beniamino Gigli. Ancora una volta un grande successo di pubblico che vede la partecipazione di tanti cittadini ma anche di tanti turisti che con una formula ridotta si avvicinano alle Opere più famose. Ieri sera abbiamo avuto anche una presenza di molte bambine e bambini grazie anche ai laboratori mirati realizzati in collaborazione con l’università di Macerata.”

La vicenda, come ha spiegato durante l’introduzione il M° Serenelli, si svolge nel giorno di Pasqua e narra amori, gelosie e tradimenti tra Turiddu, Santuzza, Lola e compare Alfio con un contrasto tra il sacro e il profano a tinte forti culminante nello straziante urlo “hanno ammazzato compare Turiddu!”.

“C’è scritto sangue sopra la tua porta, ma di restarci a me non me n’importa; se per te mojo e vado in paradiso, non c’entro se non vedo il tuo bel viso.”  Le parole, molto poetiche, con l’accompagnamento della tonalità in FA  che rimarrà una delle favorite da Mascagni durante tutto l’arco compositivo, inneggiano alle bellezze di Lola, che ha la camicia bianca come il latte ed è bianca e rossa come una ciliegia. Una delle più belle arie operistiche di tutti i tempi che termina con una immortale dichiarazione d’amore.

Cavalleria Rusticana fu la prima opera composta da Pietro Mascagni ed è certamente la più nota fra le sedici composte dal compositore livornese. Nel 1888 l’editore milanese Edoardo Sonzogno annunciò un concorso aperto a tutti i giovani compositori italiani che non avevano ancora fatto rappresentare una loro opera. Uscito l’11 luglio 1888,  il concorso richiedeva di comporre un‘opera inedita in un unico atto; la giuria avrebbe poi selezionato tre finalisti, i quali, oltre ad un premio in denaro, avrebbero avuto l’opportunità di rappresentare l’opera al teatro Costanzi di Roma a spese dello stesso Sonzogno. Mascagni venne a conoscenza di questo concorso solo due mesi prima della chiusura delle iscrizioni  perciò aveva fretta, tanta fretta, perché il concorso a cui voleva partecipare scadeva di lì a poco. Il poeta Targioni-Tozzetti e il suo collega Guido Menasci lavoravano per corrispondenza con Mascagni, mandandogli i versi su delle cartoline. L’opera fu completata l’ultimo giorno valido per l’iscrizione al concorso. La prima rappresentazione di Cavalleria rusticana fu un successo inaudito, con Mascagni che venne richiamato sul palco dagli applausi del pubblico per quattro volte, e vinse il Primo Premio del concorso.

N. C.

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