Il realismo di Giacomo Leopardi

Carmela Magri, la fidatissima segretaria della contessa Anna Leopardi,  svela altre curiosità sulla poesia di Leopardi durante l’anteprima del corso “Storie e Personaggi Recanatesi” del dott. Sergio Beccacece dell’UNIPER, presentato nella sede ACLI di Castelnuovo il 4 ottobre 2017. La Magri, invitata come relatrice, ha parlato della famosa controversia basata sul fatto se Giacomo Leopardi potesse udire nella sua camera “il suon dell’ora” provenire dalla Torre del Borgo. Alcuni storici come Don Lauro Cingolani, sostenevano che non lo poteva sentire perché le campane furono utilizzate dai Francesi per farne dei cannoni. Un documento scritto da Monaldo Leopardi e ritrovato da Carmela Magri, dietro lo stimolo del dott. Sergio Beccacece, dimostra il contrario (Leggi L’articolo).

Oltre a questo episodio la Magri ha raccontato di altre polemiche come quella sollevata dal Pascoli il quale aveva sostenuto che le rose e le viole non crescono insieme, e quindi la donzelletta del “Sabato del villaggio” non poteva tenere in mano il suo mazzolino. La contessa Anna Leopardi portò avanti la sua ricerca per dimostrare il contrario. Si recò in campagna e notò a febbraio le viole e le roselline delle siepi crescere assieme.

Protagonista di un’altra diatriba è stata la poesia “Il Sogno” quando Giacomo parla del sole che all’alba attraversa le persiane della sua stanza. Alcuni critici hanno dichiarato che è impossibile perché la stanza è situata a ponente. Basterebbe andare nel villino di San Leopardo dove al primo piano si trova la stanza di Giacomo e vedere i primi raggi del sole filtrare tra le persiane.

“Giacomo non dice sciocchezze e non inventa”

ha detto la Magri. Quindi quelle del Poeta non sono semplici fantasie o suggestioni; Giacomo dalla realtà traeva l’ispirazione per comporre versi straordinari con i quali regalare ai lettori le emozioni più intense.

Clicca sulla barra per ascoltare la relazione di Carmela Magri

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Nikla

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