Giacomo Leopardi, il nostro amico

Giacomo Leopardi ha 222 anni ma non li dimostra. Li ha compiuti ieri 29 giugno e Recanati lo ha festeggiato con una giornata celebrativa molto sobria rispetto agli scorsi anni e più concentrate sui contenuti. A causa del post Covid 19 è stata sacrificata la ormai consueta ed eccessiva maratona dei tre giorni con i tradizionali mercatini, balletti e fuochi d’artificio. Meglio poco ma buono.

Casa Leopardi per l’occasione ha aperto le sue porte solo ai recanatesi. Un regalo ai cittadini che hanno potuto attraversare le stanze di “Ove abitai fanciullo”, una vera e propria galleria d’arte, il giardino delle rose e arrivare alle “Brecce” con l’immagine onirica di Giacomo seduto a tavolino nella sua camera mentre scrive i suoi pensieri.

Al mattino la conferenza al Centro Nazionale Studi Leopardiani con la presentazione del progetto diffuso e a più tappe di Eugenio Giliberti dal titolo “Artista Abitante” iniziato nel 2019 in occasione delle iniziative organizzate in Italia per il bicentenario della scrittura dell’ Infinito con Voi siete qui / vico Pero, al n. 2, la casa dove Giacomo Leopardi e Ranieri hanno vissuto a Napoli, dal maggio del 1835 al giugno 1837, affacciata su via Santa Teresa degli scalzi poco sopra il Museo Nazionale. Il progetto consiste in un’azione di sensibilizzazione con una serie d’incontri e un “censimento” di ricordi, con l’obiettivo di responsabilizzare gli abitanti alla cura del quartiere Stella.

Nel pomeriggio l’incontro in Aula Magna per il “Premio Leopardi” consegnato al Centro Nazionale degli Studi Leopardiani e al suo attuale presidente Fabio Corvatta che nel suo discorso racconta di questo progetto artistico di riqualificazione urbana e di come abbia lasciato una testimonianza viva a Napoli. Il suo ricordo va al Conte Vanni Leopardi: “Oggi da quella porta non entrerà Vanni e ci mancheranno le sue riflessioni!” Memorabile il suo discorso sull’ecologia e sul paesaggio nella conferenza dello scorzo anno durante le celebrazioni de L’infinito.

Olimpia Leopardi ha citato Salinger e la frase tratta dal Giovane Holden: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” E conclude “Io credo che sentiamo Giacomo come un amico ed è questo che ci porta a ritrovarci qui insieme”. Vero più del vero!

Il Prof Matteo Palumbo della Facoltà di Letteratura  dell’Università Federico II di Napoli ha tracciato la storia del CNSL chiamandola “Avventura intellettuale” per aver conservato i cimeli e i documenti di leopardi con l’obiettivo di portare alla conoscenza del mondo il poeta recanatese e proteggere i monumenti che ricordano la sua presenza. “I Monumenti sono memorie e ricordi inseparabili degli spazi e luoghi del poeta e il CNSL ha assolto al compito” grazie ai suoi presidenti a iniziare da Manfredi Porena (1937-1941) che propose la Cattedra Leopardiana e a seguire Ettore Leopardi (1941-1945), Biagio Biagetti (1945-1948), su suo suggerimento prese corpo l’idea di un museo comprensivo di manichini di legno con abiti del tempo; un campionario antropologico unito ai documenti letterali. La realizzazione del museo è stato inaugurato 8 novembre 1994! Gli altri presidenti: Romeo Vuoli (1948-1959), Umberto Bosco (1959-1987), Franco Foschi (1987-2007) con i suoi 20 anni di presidenza importanti per la divulgazione del progetto “Leopardi nel mondo” con le varie traduzioni dello Zibaldone (si annuncia una traduzione in Francia). Infine Anna Leopardi (2007-2008), una delle grandi donne italiane. “Tutto questo ricordare del Centro – conclude Palumbo – si oppone al “vento della dimenticanza” come Leopardi auspicava con la cancellazione della memoria” e cita i “putridi nepoti” che certo non potranno custodire il ricordo della virtù – dal Brino Minore.

Francesco Adornato, Rettore dell’Università di Macerata ha rintracciato le passate attività del Centro, quando venne rifiutata la proposta di escludere alla partecipazione della razza ebraica; poi la proposta nel 1936 di portare a Recanati la facoltà di lettere e i convegni con i massimi studiosi ogni 4 anni.
Per finire mostra un libro di Anna Achmatova : “È scritto in russo ed è la traduzione dei Canti di Leopardi eseguita dalla poetessa dissidente che ebbe una storia con Amedeo Modigliani, e probabilmente si potrà viaggiare verso la Cina”
Ora che tra l’Amministrazione comunale con Il CNSL c’è armonia si prospetta un futuro di lavoro intenso come sarà la digitalizzazione dei documenti leopardiani per la loro salvaguardia e diffusione.

Presente per poco tempo anche il Vescovo Nazareno Marconi il quale nel suo saluto ha parlato dello “Sguardo buono che i grandi hanno su tutto” riferendosi, ovviamente. a Leopardi. Tutti d’accordo, dal Sindaco Antonio Bravi al Presidente del Comitato per le Celebrazioni de L’infinito l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua,  nel lodare l’assessora alle Culture Rita Soccio per aver organizzato l’evento in soli 15 giorni.

– Nikla Cingolani

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