Federico Buffa a Fano racconta il suo Cassius Clay

di Matteo Guidolin

Giovedì 21 Dicembre 2017 Federico Buffa ed Elena Catozzi saranno a Fano per presentare il loro libro dal titolo “Muhammad Ali: Un uomo decisivo per uomini decisivi” edito da Rizzoli. Chi era Cassius Marcellus Clay jr., alias Muhammad Ali? Sicuramente qualcuno che è andato oltre lo sport, cha ha fatto e ha cambiato la storia della politica, dei diritti civili, della musica, del costume e della letteratura del suo tempo. Un personaggio circondato da un alone di leggenda che affascina ancora oggi. Intervistiamo oggi per Cronachecult Samuele Lilli promotore e organizzatore di questo appuntamento da mettere assolutamente in calendario.

 

Buongiorno Samuele, per iniziare vorrei che ti presentassi ai nostri lettori. Ci racconti qualcosa di te e di quello di cui ti occupi professionalmente?

Ciao a tutti. Vorrei iniziare ringraziando per questo piccolo spazio che avete dedicato per il nostro evento che, detto sinceramente, faccio ancora fatica a credere di aver organizzato in questi mesi.

Mi chiamo Samuele Lilli e sono uno sviluppatore di software presso una ditta del maceratese che risponde al nome di Madisoft, ditta che sviluppa una soluzione software per il settore scolastico. In Madisoft mi occupo principalmente della parte backend e quindi programmo in PHP utilizzando il framework Symfony.

Al di fuori della mia professione – che è anche la mia passione e che quindi assorbe parte del mio tempo libero in termini di contribuzione a software libero (qui il mio profilo GitHub) sono molto appassionato di sport in generale, dal più popolare Calcio al più esotico Snooker passando per NBA, tennis, MotoGP e via discorrendo. Sono fortemente amante della musica e cerco di partecipare il più possibile ad eventi dal vivo macinando km in giro per l’Italia per seguire concerti.

Quando e come ti sei appassionato al personaggio Muhammad Alì? Cosa ti colpisce più della sua storia?

Se devo essere sincero, non sono un grandissimo conoscitore né appassionato di pugilato. Prima di leggere il libro ed ancor prima di seguire i vari eventi di Federico Buffa ed Elena Catozzi non conoscevo tantissimo questo personaggio, giusto i fatti principali della sua vita. Mi sono sempre chiesto perché fosse considerato un’icona – non solo sportiva – del secolo scorso ed ora che ho studiato con piacere la sua vita, per avere una buona preparazione per la serata dell’evento, devo dire che l’ho proprio capito.

Della storia di Cassius/Alì mi colpiscono tante cose, ma la cosa più affascinante di tutte è il contesto nel quale questa nasce e si sviluppa ed i continui “cambi di oscillazione del pendolo” (qui pesco a piene mani dal nostro ospite) che sembrano introdotti da uno sceneggiatore per ravvivarla ogni qualvolta questa si stabilizza. Per contesto intendo l’America degli anni 60, profondamente segregata dove i neGri (“G” d’obbligo; al tempo era questo il termine) vivevano ancora senza una parità di diritti. Il fatto che Muhammad sia riuscito – almeno virtualmente – a spezzare queste catene segnando un po’ la strada con i grandi del tempo come Malcom X e Martin Luther King mi affascina tantissimo. Se pensate che il paragone non ci stia vi invito a documentarvi al riguardo: il campo di applicazione era ovviamente differente ma l’importanza di Alì è innegabile. Anche l’attuale “padrone” della NBA, ovverosia LeBron James, ha non solo finanziato una pellicola basata su Muhammad ma ha anche dichiarato che Alì ha “spianato la strada” per atleti come lui. Un’altra cosa molto importante che ci restituisce l’esatta dimensione del fenomeno Muhammad Alì è il primo match avvenuto contro George Foreman a Kinshasa, il così detto “Rumble In The Jungle”. Dovete pensare che tale incontro avviene nell’attuale Congo (ex Zaire) e viene sovvenzionato con dieci milioni di dollari da tale “Joseph Mobutu”, tristemente passato alla storia per essere stato il dittatore Congolese che, come spesso accadeva nelle dittature, non c’è andato giù leggero con la propria gente ma sopratutto con quelli che non erano dalla sua parte, compiendo omicidi e torture senza troppi problemi. L’incontro fu organizzato dall’altrettanto famoso – anche se per differenti motivazioni – Don King; insomma due personaggi ai quali non vorresti essere propriamente accostato. Ecco, se la figura di Muhammad Alì fa passare in secondo piano l’aspetto prettamente organizzativo di quello storico incontro per i pesi massimi, allora ci deve per forza essere qualcosa di più forte dietro.

Come è nata l’idea di questo interessantissimo incontro e come sei riuscito a organizzarlo?

Nella mia testa l’incontro con Federico Buffa nasce diversi anni fa. Nasce e muore nel giro di poco tempo però, perché ho sempre considerato Buffa come “inarrivabile” – e non sto parlando di cachet – al pari del suo storico collega Flavio Tranquillo – anche per lui c’era questa idea ovviamente. La voglia e la volontà di organizzare qualcosa c’è quindi sempre stata ma forse per timore, forse per sfiducia, non mi sono mai lanciato. Ciò che mi ha consentito di organizzare questi incontri – e quindi non mi riferisco a questo specifico incontro con Buffa, vorrei che fosse chiaro – non è riassumibile in un’idea, ma in una persona: proprio Flavio Tranquillo. Svelo infatti un retroscena risalente al 2013 quando Flavio scrisse il suo primo libro “Altro tiro, altro giro, altro regalo” che riporta in copertina questa sua inarrivabile ed inconfondibile espressione. Scrissi una mail a Tranquillo, la cui mail era ed è tutt’ora pubblica, non tanto con l’intenzione di organizzare qualcosa con lui, quanto per sapere da lui stesso se avesse in programma di passare in zona a presentare il libro. Nella mail era presente anche il mio numero di cellulare. Qualche mese dopo ricevetti una chiamata proprio da Flavio che sostanzialmente mi face capire che se avessi io messo lo sforzo di organizzare il tutto lui sarebbe venuto a Fano con piacere. Ci sono stati un po’ di imprevisti ma più un anno dopo Flavio ci ha onorato della sua presenza. Da lì, nel 2015, abbiamo riproposto il format che tanto aveva funzionato l’anno prima ed abbiamo avuto di nuovo ospite Tranquillo. L’essere riuscito ad organizzare questi due eventi con lui mi ha dato la fiducia e la consapevolezza che sì, con un pizzico di impegno e tanta, tantissima dedizione, non era impossibile organizzare qualcosa del genere. Per una serie di circostanze non legate a Tranquillo sono quindi riuscito a contattare Buffa per proporgli di venire quest’anno ed incredibilmente dopo poche ore mi aveva già risposto sì. Flavio è stato per noi fondamentale e non potrò mai ringraziarlo abbastanza perché ci ha consentito di entrare in una determinata ottica che speriamo possa permetterci di poter proporre questo format anche nei prossimi anni e con personaggi del livello di quelli che abbiamo avuto. Ciò che è sicuro è che Flavio da noi sarà sempre il benvenuto.

Cosa ti ha spinto a investire tempo e risorse in questo progetto e quali sono state le difficoltà che hai incontrato?

Qui rischierei di andare lungo, quindi cerco di riassumere come meglio posso. La motivazioni principali sono sostanzialmente tre: la prima riguarda la città nella quale abito da tutta la vita. In questa città c’è poco da fare per noi ragazzi, anche se il trend degli ultimi anni sembra iniziare ad invertirsi grazie anche e sopratutto a ragazzi come me – inteso come età anagrafica; non vorrei certo incensarmi da solo – che tentano di fare qualcosa di interessante per i propri coetanei (penso ai ragazzi del “work in progress” e all’associazione “re-public”). La seconda motivazione è la grandissima stima ed ammirazione che ho per il personaggio e per l’uomo Federico Buffa: ho avuto modo nel corso di questi anni di presenziare ai suoi incontri e scambiare quattro chiacchiere. Il fatto che molto spesso questi eventi siano lontani da qui mi ha dato una grossa spinta per portarlo a Fano: volevo fortemente che un personaggio come lui potesse arrivare anche alle persone che stanno qui. La terza è la repulsione che sto sviluppando in questi ultimi anni per la “politica del non fare”, ossia quella strana forma d’immobilismo cronico che tende a colpirci e che si riflette in un’attesa tale per cui ci aspettiamo sempre che qualcuno faccia qualcosa al posto nostro. Potrei citarti tanti esempi ma prendo il più recente in ordine cronologico: nell’estate del 2016, ossia l’estate appena passata, ho avuto il piacere di assistere ad un concerto gratuito degli Afterhours a Montecosaro, in provincia di Macerata, evento per altro gratuito. Ora, controllando wikipedia noto che a Montecosaro vivono circa settemila anime. Per l’ennesima volta mi sono ritrovato a dire: se lo fanno loro, perché non possiamo farlo anche noi? Quindi mi sono praticamente attivato subito e l’evento nasce ufficialmente il 3 Agosto quando scrivo la mail a Buffa e diventa reale – anche se fintanto che non vedo Federico ed Elena non ci credo – il 4 Agosto. Ciò che mi piacerebbe trasmettere è la scossa che ho avuto io in questi ultimi anni, vorrei che qualcuno ci guardasse il 21 Dicembre e pensasse “ma se lo hanno potuto organizzare questi quattro scappati di casa, cosa manca a me per farlo?” Ecco, se anche solo una persona uscisse con la voglia di provare a non rimanere immobile e si provasse a buttare in qualcosa utile per la città – sua o nostra che sia – sarei veramente molto contento.

Per quanto riguarda le difficoltà incontrate, credo di dover rispondere con un “no comment”, non tanto per essere politicamente corretto, quanto perché ognuno di noi ha condizioni di partenza differenti e quelle che possono essere state difficoltà per me, magari potrebbero non esserlo per altri. Inoltre qualsiasi queste difficoltà possano essere, si possono superare: preferisco non delinearle, non renderle reali, perché non serve, tutte sono superabili: non vale la pena scriverne.

Quali sono i consigli che daresti a chi volesse impegnarsi in un progetto simile?

Il consiglio è non perdere mai di vista il perché delle cose che facciamo. Non parlo solo di organizzazione di eventi, quanto di ciò che ci muove veramente dentro. Non sto parlando nemmeno del fine ultimo, sto proprio parlando del perché di una qualsiasi cosa, che questa sia la propria professione o la propria passione. Non perdere d’occhio questa cosa aiuta nelle sopracitate ma non delineate difficoltà, aiuta a non perdere fiducia, aiuta ad arrivare all’obiettivo.

Tanto detto, qualora qualcuno si volesse cimentare in tale attività, consiglio di attrezzarsi di una buona dose di pazienza: ci vuole molto tempo, anche se non continuativo ovviamente, per far nascere questi eventi, per coordinare il tutto e per mettere d’accordo le persone. Questa è sicuramente la parte più difficile – e detto da me che ho sempre trasmesso all’esterno una certa sorta di impazienza, è tutto un dire – ma bisogna cercare di limitare la smania del “tutto e subito” perché raramente può succedere che le due cose combacino.

Sono sicuro che ci sarà una grande partecipazione all’evento, ci vuoi dare qualche indicazione per chi volesse parteciparvi e dove reperire le info principali?

Credo anche io che ci sarà una buona risposta da parte delle persone. Le principali informazioni sono le seguenti: l’evento si terrà il 21 Dicembre 2017 a Fano, all’auditorium Masetti che si trova in Via Don Bosco, 12. L’inizio è previsto intorno alle ore 21:00. Non ho ancora un orario ufficiale di apertura della sala ma credo che intorno alle 20:00 dovremmo avere il via libera per fare accomodare tutti i presenti. La capienza è di 300 persone a sedere i cui posti saranno distribuiti secondo la più classica delle politiche tale per cui “chi prima arriva meglio alloggia”. Abbiamo preferito non riservarne– a parte per chi ha aiutato ad organizzare o per qualche caso eccezionale che viene da tanto fuori Fano – in modo da dare a tutti la stessa possibilità di partecipare all’evento. Se le norme di sicurezza ce lo consentiranno, non esiteremo a far accomodare in sala, magari in piedi, eventuali persone in eccesso. Nella serata sarà riservato un po’ di tempo per le domande dal pubblico e sarà possibile acquistare il libro e poter ricevere una firma o una foto dagli autori.

qui trovate l’evento facebook dove ci saranno le principali comunicazioni: vi invito a seguire eventuali sviluppi lì.

Che altro dire? Ci vediamo il 21!

Per concludere invito anche io i lettori che potessero partecipare a non esitare ad organizzarsi e andare a questo interessantissimo incontro. Ringrazio tantissimo Samuele per la disponibilità e la chiarezza delle sue risposte che ci fanno capire come con una buona idea e tanto impegno e passione si posso organizzare eventi come quello di cui abbiamo parlato anche in realtà meno “famose” (le virgolette sono d’obbligo, non si intende affatto sminuire una città bella e importante come Fano). Grazie e alla prossima!

 

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Nikla

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