Emergenza rifiuti. Recanati dice “Basta discariche”

Si è tenuta ieri sera sotto il loggiato del palazzo Comunale la prima riunione voluta dall’amministrazione comunale rivolta ai rappresentanti di comitati cittadini, contro l’ipotesi di discarica nel territorio di Recanati con 14 aree individuate, 2 con preferenzialità di livello 1, in sostituzione a quella di Cingoli ormai in esaurimento.

In discussione il sondaggio dei siti da parte di uno studio milanese ritenuto “ottimo conoscitore del territorio” che, basandosi solo su un piano cartografico e non una lettura sul posto, non ha assolutamente valutato le caratteristiche del luogo, non ha tenuto conto dei piani regolatori comunali e dei molti fattori che impedirebbero la realizzazione dell’impianto. Da una parte c’è l’incongruenza di avere a due passi una discarica mentre si realizzano percentuali importanti di raccolta differenziata; Recanati con l’80% di differenziata, si eleva a Comune virtuoso. Dall’altra il trascurare l’esistenza di vincoli di vario genere che non giustificherebbero la realizzazione di questo impianti.

Da parte sua il Comune, dopo l’approvazione del piano d’ambito ATA 3, ha risposto con un documento di analisi dei siti dal punto di vista urbanistico in cui sono valutate le criticità per le quali è impossibile costruire una discarica su ogni area individuata e votato all’unanimità, maggioranza e opposizione, il  NO al consiglio comunale di giugno.

È un problema regionale da cambiare!” ha esclamato il Sindaco Antonio Bravi che, finalmente, insieme a tutti i componenti della giunta, ha fatto sentire la sua voce forte e chiara ai cittadini, preoccupati per le ricadute pluriennali e nefaste se davvero andasse in porto il progetto.

Fabio Lanari, il presidente del Comitato No discarica Montefano-Recanati, ha puntualizzato che dopo l’invio di una prima diffida, relativa solamente ad un’area, con la seconda diffida redatta dall’avv. Paolo Tanoni si è voluto specificare che non si tratta più di una lotta contro la realizzazione di UNA discarica ma contro l’idea di costruire impianti per i rifiuti in tutta la provincia e, perché no?, in tutta la regione, per seguire e promuovere progetti sostitutivi e tecnologicamente avanzati. Il Comitato ha aperto una petizione “DISCARICA DELL’ INFINTO. A rischio il colle che ispirò Giacomo Leopoardi” sul sito change.org

L’amministrazione ha cercato di rassicurare i cittadini dichiarando che siamo solo nella fase progettuale e  virtuale: non essendo entrati nel dettaglio la discarica è solo un rischio e non una certezza. Ma il pericolo è dietro l’angolo. L’intento ora è quello di essere tutti protagonisti , comitati, cittadini, enti, ecc. uniti in questa battaglia  contro l’idea antica e obsoleta di impianti a terra con buche da riempire, sistemi che “mangiano” terreno buono devastando il territorio.

Io auspico che il Sindaco Bravi possa sensibilizzare gli altri sindaci della privincia in modo da portare insieme in Regione l’annosa questione, affinchè si discuta una legge regionale volta allo sviluppo di nuove tecnologie e atteggiamenti culturali più sensibili all’ambiente.

La discarica rappresenta un colpo al cuore all’ambiente, una minaccia alla salute di tutti, una minaccia per gli agricoltori della zona e per l’economia turistica, una minaccia alle diverse specie faunistiche, una minaccia a uno dei più bei paesaggi delle Marche considerato “opera d’arte” e, visto il legame umanità-natura di leopardiana memoria, una minaccia per la cultura in generale di cui Recanati ne è il simbolo.

-Nikla Cingolani

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Nikla

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