DNA | una mostra a regola d’arte |

ROMA. A Palazzo delle Esposizioni fino al 18 giugno si potrà fruire della mostra DNA curata da Bernardino Fantini, Telmo Pievani, Sergio Pimpinelli e Fabrizio Rufo.

Palazzo delle Esposizioni non è nuovo a mostre di tipo scientifico, infatti, a cavallo tra il 2009 ed il 2010 realizzó la mostra “Astri e particelle” curata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Agenzia Spaziale Italiana.

Un contenitore, quello di Palazzo delle Esposizioni, avvezzo a ricevere e ri-donare arte forse non è così fuori dalle righe che riceva e ri-doni anche scienza.

In fondo già ad i tempi di Leonardo da Vinci arte e scienza erano considerate strategie cognitive di pari valore. 

E quale capolavoro più grande è stato mai realizzato se non la Natura stessa, uomo compreso? Tutta la vita, inoltre, ha origine dal DNA, quel codice nascosto che determina la maggior parte delle nostre caratteristiche.

Esso è la biblioteca in cui vi sono scritte tutte le informazioni della vita!

Una mostra che sta catalizzando l’attenzione di molteplici persone di ogni ordine e grado e di varie declinazioni di età. In fondo il DNA non è forse ciò che ci rende tutti uguali ed allo stesso tempo unici ed irripetibili?

È quel quid che accomuna ogni essere vivente all’altro e che, a volte, come svelato nella mostra, ci fa capire che abbiamo molto più DNA in comune con tante altre specie (banane e galline comprese) di quanto pensiamo.

Siamo informazione!

Così come da 7 note musicali si possono creare infinite sinfonie e da 5 colori primari infinite sfumature, così da 4 basi azotate, che costituiscono il DNA, infinite tipologie di vita.

La mostra, allestita al piano superiore di Palazzo delle Esposizioni, si apre con un video ad effetto sul DNA, che assomiglia molto più ad una installazione artistica che scientifica, dopo di che il percorso ad anello prosegue con il padre della genomica: Mendel, si quello dei piselli!

Pensate, hanno perfino ricostruito il suo orto con tanto di terra vera. Fantastico!

Ci si immerge, poi, nel mondo del micro con eleganti modelli scultorei di DNA, istallazioni genetiche che si possono attraversare nel mezzo, che anche qui non hanno nulla da invidiare alle migliori istallazioni artistiche.

Si passa, poi, a giochi interattivi in cui scoprire, attraverso il DNA, la vera origine dell’olio d’oliva (che non deriva dalla Grecia come tutti pensano, ma bensì dalla Palestina) piuttosto che degli agrumi, scoprendo, tra l’altro, che l’arancio non esisteva in natura ma è scaturito da un innesto dell’uomo.

Una mostra tutta da vedere per scoprire chi siamo e che questo filo di DNA, lungo circa 2 m in ogni cellula, si trasforma in un Fil Rouge che accomuna tutto il creato.

Un Fil Rouge che diventa il mitico Filo di Arianna che ci ricongiunge all’origine e ci aiuta a comprendere meglio chi siamo e come il DNA sia un’informazione senza tempo!!! Ce lo dimostra la scienza con il ritrovamento del DNA intatto in un cucciolo di mammut! Chissà se la nostra idea di eternità derivi anche dal fatto che dentro di noi custodiamo un “filo magico” senza tempo?

Claud Hesse

Roma, 01/03/2017

 

Claud Hesse vive e lavora tra l’Italia e Berlino.
Da sempre interessata ad indagare  l’uomo come parte integrante della natura, Claud indaga la realtà partendo dall’infinitamente piccolo per ribaltarlo nel macro e trovando con esso connessioni matematiche e filosofiche inattese. Il suo progetto  DNA-PORTRAIT è l’evoluzione dei lavori sul DNA, realizzati dall’artista sin dall’inizio, in collaborazione con un team di genetisti per la realizzazione di veri e propri ritratti del genotipo.

Il DNA reale viene estratto e viene sublimato in DNA-PORTRAIT ARTISTICO

In una sorta di “rivoluzione Copernicana” dell’immagine e dell’immaginario collettivo viene stravolto il concetto comune del ritratto. Mentre, finora, infatti, i ritratti hanno riguardato la rappresentazione, più o meno realistica, del fenotipo, come noi appaiamo, quindi, nella realtà che ci circonda, che è, però, anche inesorabilmente soggetto al mutare del tempo e con esso muta, con il DNA-PORTRAIT l’intento è quello di rappresentare non più il fenotipo ma il genotipo, ovvero il codice nascosto che determina la maggior parte delle nostre caratteristiche fisiche e comportamentali. Una volta estratto il DNA viene rielaborato e fotografato dall’equipe di genetisti in laboratorio (naturalmente nel totale rispetto della privacy) per passare, poi, nelle mani, anzi, prima di tutto nella mente dell’artista… L’immagine scientifica è il punto di partenza, dunque, di un processo creativo fatto di intuizioni, suggestioni, risonanze, che permette a Claud Hesse di realizzare una trasposizione figurativa del mero dato scientifico, creando di fatto un’immagine in sequenze e ritmi musicali visivi personalizzati,

un “RITRATTO ETERNO

La sequenza genetica viene posta su pentagramma ed ogni gene viene “dipinto” a mano con il filo che diventa metafora sia di un “Fil Rouge” che accomuna tutto il creato sia di “corde di violino tese” che risuonano al tocco dell’occhio del fruitore.
Così come dalla combinazione di 7 note musicali si possono creare infinite sinfonie, così da 5 colori primari infinite sfumature, così dalle 4 basi azotate che costituiscono il DNA infinite tipologie di vita.

Il progetto artistico consiste dunque nel realizzare, partendo dal DNA-PORTRAIT di Pio Monti, realizzato come prototipo ante-litteram, una sequenza di DNA-PORTRAIT che vada a comporre un frattale della sinfonia universale dell’Umanità.

E’ autrice del libro “UNO Arte – Musica – Fisica quantistica” dove sono contenute interviste al Compositore-musicista Giovanni Allevi (laureato in Filosofia con una tesi su “Il vuoto nella fisica contemporanea”) ed al Prof. Danilo Babusci dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati| pubblicato da EAI Edizioni Accademiche Italiane ISBN 978-3-639-77006-3.

L’imprinting della cultura scientifica, in particolare della meccanica quantistica e del DNA, persevererà sempre in maniera latente nell’artista tanto da trovarne continuamente riferimenti all’interno delle sue opere, fusi sempre però con raffinati concetti filosofici e profonde riflessioni interiori.

Partecipa a svariate mostre, sia in Italia che all’estero, tra le quali ricordiamo: ”MICROmacro Inside/Outside” presso l’IIC di Berlino durante la Biennale di Berlino del 2012, ”20 X ETTORE MAJORANA” presso il Museo d’arte contemporanea MACRO TESTACCIO a Roma & PALAZZO MANGANELLI a Catania curata da Laura Cherubini ed Ignazio Licata nel 2012, ”RACCOLTA D’ARTE CONTEMPORANEA” presso il MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA di Monreale-Palermo, ARTE FIERA | BOLOGNA PAD. 26 STAND B/82 – Galleria PIOMONTI ARTE CONTEMPORANEA, “HIT PARADE” MAUTO “Museo Nazionale dell’Automobile” – sezione arte contemporanea – Torino, EXHIBITION CONFERENCE “COST – Bridging the Gap between Science and Art” organizzato da COST – European cooperation in science and technology Avenue Louise 149 | 1050 Brussels | Belgium.

Nel 2014 vince il “Concorso Buenos Aires” e nel 2015 vince il Premio ”Maurizio Collino” per la miglior ricerca artistica presso PARATISSIMA – Torino.
Nel 2016 viene inviata a partecipare alla Residenza d’Artista BOCS D’ART curata dai Martedì Critici di Roma per la realizzazione di un’opera per la collezione permanente del Museo d’Arte Contemporanea di Cosenza.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet