Dilagante, la cartolina di Vanni Cuoghi (pensando a Lorenzo Lotto)

Stiamo vivendo una condizione in cui ci si sente incatenati a causa del tragico evento imprevisto e disastroso come l’epidemia del coronavirus che, inevitabilmente, segnerà la nostra vita. L’arte può essere un buon rimedio per uscire dal vortice e, contemporaneamente, sollecita riflessioni più ampie per aiutare a guardare la realtà da infiniti punti di vista. Così da alcuni giorni su Facebook e su Instagram alle ore 19 appaiono immagini pubblicate da Vanni Cuoghi, dedicate a questo momento di emergenza sanitaria. Sono acquarelli realizzati in una giornata del formato di una cartolina 15×10 “con l’intento di creare un documento di questo particolare momento storico”, scrive l’artista in un post. Cuoghi, noto soprattutto per i suoi scenografici diorami di carta minuziosamente intagliata e dipinta, coglie il momento come una sfida e ci si butta a capofitto per esorcizzare la gravità di una situazione difficile e sofferta; per noi guardare le sue cartoline è un riscatto ed evasione da una situazione troppo angosciante. In campo mette le proprie energie artistiche, cercando di stemperare la tensione avvertita in questo periodo, con immagini imprevedibili e intriganti, cariche di grazie e delicatezza miste ad una “leggerezza profonda”, direbbe Calvino, che accendono la nostra fantasia e sorprendendo con inattese situazioni.

L’artista ha spiegato in un’intervista come molto spesso i suoi lavori possano essere considerati “leggeri” per via dei contenuti che richiamiano all’immaginario dell’infanzia, ossia il mondo delle favole,  le leggende o i supereroi (come dimenticare il suo Batman sacrificato come San Sebastiano?).Nella società contemporanea, l’artista dovrebbe portare il peso della realtà, per regalare agli altri leggerezza.”  Nella sua arte si mescolano elementi della cultura alta come il mezzo della pittura, con elementi pop. Sono opere ricche di citazioni in cui l’osservatore coglie in modo profondo, in base al proprio personale percorso, ciò che è maggiormente affine al suo mondo. Un esempio è senza dubbio la prima cartolina della serie dal titolo “Dilagante” dove si coglie la citazione dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto, opera conservata nella pinacoteca di Villa Colloredo Mels di Recanati, sia per l’atteggiamento di conturbazio della donna che per il piccolo gatto spaventato. Nell’opera di Cuoghi  le figure sono immerse in uno sfondo neutro, dal valore salvifico alla prima impressione ma a pensarci bene anche inquietante per la sua ambiguità; la donna, fuoriuscita da un’iconografia borghese di epoca vittoriana, ha la lunga gonna contaminata da una macchia di vernice rossa come la Cina, traboccata da un barattolo rovesciato; tuttavia il gatto è l’unico che sembra vedere la presenza intangibile e invisibile di un qualcosa di sfuggente, misterioso e tossico, come il virus che sta dilagando.

Il tempo trascorso con i gatti non è mai sprecato. (Sigmund Freud)

Il gatto nero compare spesso nelle opere di Cuoghi come presenza amica, necessaria e positiva, tanto da inserirlo anche in un “kit di sopravvivenza”, titolo di un’altra cartolina, a fianco di un libro e di un vaso di rose.

N.C.

Le immagini sono tratte dalla pagina facebook di Vanni Cuoghi

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Nikla

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