CORONAVIRUS: SUPPORTO PSICOLOGICO A DISPOSIZIONE NEL COMUNE DI RECANATI. Intervista a Paola Nicolini

Di Nikla Cingolani

Stiamo vivendo un’emergenza mondiale che origina reazioni psicologiche sia individuali che collettive. In questo periodo di emergenza Coronavirus, allo scopo di contenere l’epidemia, le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire, se non per mera necessità. Le nostre abitudini quotidiane sono cambiate drasticamente, le preoccupazioni e le incertezze si sono accentuate. La situazione attuale potrebbe far peggiorare le condizioni di ansia e depressione e non tutti sono in grado di gestire il proprio stress psicologico.

Ne parliamo con la dott.ssa Paola Nicolini, psicologa, Assessora di Recanati alle Politiche sociali, per l’integrazione e per le famiglie – Processi partecipativi e qualità della vita – Occupazione e lavoro – Politiche abitative – Rapporti con l’Ambito sociale – Città delle bambine e dei bambini.

Dottoressa, l’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova la capacità psicologica delle persone alle prese con la drammatica e inedita situazione. Quali sono, nello specifico, i servizi che vengono messi a disposizione dei/delle cittadini/e?

Abbiamo già da marzo attivato un servizio di consulenza telefonica specializzata, con 4 numeri operativi in diversi giorni e diversi orari, gratuito per chi telefona. Chiunque rilevi in se stesso o se stessa sintomi quali insonnia, inappetenza, senso di impotenza, pensieri negativi ricorrenti, eccessi di rabbia, insofferenza, desiderio smodato di cibo o di alcol, può chiamare e avere la possibilità di discutere con personale specializzato per il sostegno psicologico.

Come funziona? Viene impostato un percorso terapeutico?

Non si tratta di un percorso psicoterapeutico, ma di colloqui che aiutano a comprendere le sensazioni che si provano, accettandole ed elaborandole, così da ristabilire un senso di equilibrio e di benessere, sentendosi nella possibilità di “governare” la situazione, sebbene difficoltosa.

Il servizio psicologico aiuta anche chi ci aiuta? Penso al personale delle strutture sanitarie recanatesi, soprattutto a coloro che sono sottoposti a pressioni multiple. Ci sono casi di burnout?

Il servizio messo in campo dal Comune, al momento, non ha raccolto casi di questo genere, anche perché le strutture sanitarie di norma hanno personale interno al quale fare riferimento. Inoltre per lo più sono utilizzate per questo tipo di operatori, molto esposti al buon out, tecniche cosiddette di de-briefing, che sono spesso utilizzate nelle istituzioni sanitarie.

Dopo due mesi di lockdown passeremo alla Fase 2 con misure di poco allentate. Qual è lo stato d’animo che prevale attualmente nei cittadini?

Credo che alcuni sono dominati dalla paura e, quindi, faranno ben poco di diverso rispetto alla fase precedente, in quanto terrorizzati dalla possibilità di contrarre il virus o di contagiare i propri familiari. Altri sono concentrati sulla possibilità di godere di qualche libertà in più, in quanto hanno sofferto fortemente il dover restare fermi e chiusi tra le mura domestiche. È importante, comunque, adottare un atteggiamento realistico, né troppo impaurito né troppo disinvolto. Quando siamo molto impauriti, infatti, spesso non siamo in grado di ragionare e aderire bene alla realtà dei fatti, cosicché invece di utilizzare la paura come giusta protezione dall’adozione di comportamenti pericolosi, finiamo per fare più pasticci. Se, al contrario siamo troppo disinvolti, sottovalutiamo il rischio e quindi ci esponiamo di più. Dobbiamo sapere che dal nostro comportamento adeguato, dipende in questo momento non solo la salute propria, ma anche quella degli altri. Quindi attenzione, prudenza e osservanza delle regole ormai note, in particolare l’uso di mascherine e distanziamento fisico.

Il Covid-19 ha evidenziato la nostra fragilità e, oltre a sconvolgere le abitudini e gli stili di vita, ha eliminato ogni certezza. Quale funzione può avere il senso di impotenza?

Sentirsi impotenti non fa bene e ci induce a disimpegnarci, come se dicessimo “Tanto non posso fare nulla, tanto vale che vada come vada”. Invece dobbiamo focalizzarci su ciò che possiamo effettivamente fare. Prenderci cura di noi è sempre possibile, anche nel lock down, inventando magari nuovi modi o coltivando con più tempo e distensione quelli vecchi.

Questo stato di emergenza da un lato potrebbe sviluppare forme di resilienza, dall’altra rischia di produrre psicosi collettive talvolta innescate dalle fake news. Come si può affrontare situazioni del genere?

Bisogna informarsi quel tanto che basta, non rincorrere continuamente l’ultimo aggiornamento. Inoltre verificare bene le fonti e attenersi a quelle accreditate. A volte si aderisce all’espressione di posizioni alternative, magari anche estreme, perché vengono incontro a nostre particolari esigenze. Ma è chiaro, tutti vorremmo sentirci dire esattamente quello che vorremmo, invece il realismo sta nell’accettare anche informazioni che non sono consonanti con i nostri desideri. Il Comune di Recanati è al fianco dei cittadini e delle cittadine in cerca di supporto psicologico per problematiche connesse all’emergenza Covid19 (ansia, insonnia, inappetenza, fame eccessiva, pensieri negativi ricorrenti, aggressività, consigli per bambini e anziani). Quattro dottoresse, psicologhe iscritte all’albo degli psicologi della Regione Marche, sono a disposizione per un servizio di consulenza gratuito. I numeri telefonici e gli orari in cui poter chiamare sono:

– 3357546402 il lunedì dalle 17 alle 19, il mercoledì dalle 8 alle 10 e il venerdì dalle 19 alle 21;

– 3478614783 dal martedì al giovedì dalle 17 alle 19;

– 3394729435 il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 11 alle 13;

– 3470826795 il martedì dalle 19 alle 21 e il mercoledì dalle 15 alle 17.

Grazie a questi numeri a disposizione, chi ha bisogno si può confrontare con gli operatori e trovare in loro un sostegno psicologico con cui far fronte all’emergenza del momento e alla convivenza con stress, ansia e timori legati al Covid-19.

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Nikla

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