Consegnata al Sindaco Fiordomo la lettera di Italo Servi

Durante l’incontro di ieri con il Sindaco Francesco Fiordomo, ospite del corso UNIPER Storie e personaggi recanatesi, il dott. Sergio Beccacece, direttore del corso, ha consegnato al primo cittadino la fotocopia della lettera scritta da Italo Servi, l’ultimo componente della famiglia ebrea, al generale Terenzio Morena in ricordo di quando condividevano un’abitazione in Vicolo delle Carceri, ora Via Moroncini, durante gli anni 40 nel pieno delle leggi razziali.

Morena è il diretto testimone della vita di questa famiglia, protetta non solo dal padre ma da tutta la cittadinanza recanatese come egli stesso ha dichiarato nell’intervista fattagli da Beccacece lo scorso 11 febbraio: “In ogni momento rischiavano di essere deportati ma nessuno li denunciò anche se tutti sapevano. Erano persone di stile, erudite, educatissime. Sia l’arma dei carabinieri, il Podestà, il comune anche i fascisti recanatesi, era impossibile che non sapessero. Non si muovevano mai perché avevano capito che Recanati era un territorio sicuro. Nonostante le leggi razziali, nessuno li denunciò.” (leggi qui l’articolo)

I rapporti durarono anche dopo la guerra con contatti che poi a mano a mano si attenuarono finché Valentino Grassetti, il figlio di un loro amico, andò in America a trovare Italo nella casa di riposo a Winchester nel Massachusetts, dove ora risiede. Dopo quella visita arrivò a Morena una lettera datata 3 agosto del 2001, dove Italo scrive: “Sono passati decenni da quando fummo a Recanati in un periodo burrascoso della nostra vita, per fortuna terminata felicemente grazie ai molti che ci hanno offerto rifugio, aiuto e amicizia nella vostra ospitale città… Ricordo bene i tuoi genitori. Ti prego di salutarmi la Torre del Passero Solitario”.

La richiesta di Beccacece al Sindaco è di protocollare la lettera affinché rimanga in archivio come documento fondamentale d’importanza storica per riconoscere l’esemplare contegno del popolo recanatese e al rischio che si assunse nel NON denunciare, se si pensa sia al degrado morale cui il paese era stato ridotto dopo un ventennio di dittatura, sia al clima d’odio crescente creato attorno alla figura degli ebrei colpiti dalle leggi razziali emanate nel 1938.

Mentre la caccia all’uomo si era subito manifestata all’indomani dell’occupazione tedesca del territorio italiano, Recanati ha dimostrato il proprio disinteressato sostegno a favore dei perseguitati razziali, permettendo loro di salvarsi.

Nikla Cingolani

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