Comune di Recanati: un’eredità in sospeso

La storia è emersa grazie al dott. Sergio Beccacece mentre seguiva le tracce dell’opera pittorica dell’artista recanatese Piero Paolo Jacometti, allievo di Pomarancino Roncalli, bronzista d’arte, autore di alcune opere significative come la “Traslazione della Santa Casa” installata sulla Torre Civica. Sfogliando l’illustre guida di Vincenzo Spezioli ha trovato che nella Chiesa di San Giacomo, attigua alla casa Bonacci, ora palestra della scuola San Vito, era conservato il quadro dell’altare a destra rappresentante S. Giacomo Maggiore “del nostro Pier Paolo lacometti”, come scrive lo Spezioli, insieme alla piccola tavola di San Giacomo di Lorenzo Lotto ora conservato al Museo Villa Colloredo Mels. Jacometti nelle sue memorie scrive di aver eseguito un San Carlo e un crocifisso per le Clarisse di Castelnuovo, di cui non si sa nulla, e una meravigliosa “Cena del Signore” situata nella Chiesa di San Francesco, mentre non nomina assolutamente il San Giacomo Maggiore. Il dott. Beccacece, seguendo la pista dello Spezioli, arriva ad un lascito da parte di uno/a facoltoso/a recanatese dove, tra i tanti eredi, compare il Comune di Recanati.

La donazione, com’è scritto nel testamento in data 16 luglio 2009, consiste in mobili del salotto in oro e damasco rosso composto di divano, quattro poltrone, quattro sedie, due consolle con specchiera; la collezione di conchiglie incise dall’artista recanatese Braccialarghe e i seguenti quadri tutti conservati presso il domicilio di Recanati:

  • San Gerolamo (da alcuni attribuito a Guercino) cm. 250 x 178, olio su tela con cornice dorata.
  • Martirio di San Lorenzo di Scuola Romana del 1500, olio su tela con cornice nera e oro dell’epoca, cm. 180 x 250.
  • Soggetto biblico, Scuola del veronese (forse di Paolo Farinati), olio su tela con cornice dorata e nera del 1500, cm. 135 x 140.
  • Deposizione (attribuzione incerta: Vassillacchi detto l’Aliense o Schiavone di Scuola veneziana), olio su tela con cornice dorata, cm. 170 x 244.
  • San Carlo Borromeo del Camuccini, olio su tela con cornice dorata.
  • San Giacomo Maggiore del XVII secolo, olio su tela con cornice dorata, cm. 136 x 106, olio su tela con cornice dorata. (Sarà questo, si chiede Beccacece, il quadro di Jacometti di cui parla lo Spezioli?)

Il testamento continua con “l’obbligo da parte del Comune di sistemare il lascito in un’apposita istituenda “Sala del Museo di Villa Colloredo Mels o in un altro luogo comunale idoneo; inoltre la collezione del Risorgimento (coccarde, medaglie, stampe, manoscritti, fra cui la lettera di Pio IX a Vittorio Emanuele II) da sistemare in un reparto del suddetto Museo.”

Tuttavia in un Codicillo scritto in data 8 dicembre 2014 si legge:

“Nel mio testamento olografo del 16 luglio 2009 ho lasciato opere di pregio (quadri, mobili, la collezione di conchiglie incise dall’artista recanatese Braccialarghe al Comune di Recanati affinché divenissero patrimonio dei cittadini recanatesi. Purtroppo in questi ultimi anni si è verificato un degrado profondo nell’ambito della cultura della città tanto che il Comune, “in tutt’altre faccende affaccendato”, mette in magazzino i quadri, donati alla cittadinanza per testamento, del grande artista Prof. Biagetti, per ben ventitré anni direttore dei Musei Vaticani, con la scusa che nel Museo Villa Colloredo non c’è più posto per ospitarli. Ora in queste condizioni temo che le mie donazioni possano fare la stessa fine e non voglio che ciò accada. Do quindi piena facoltà ai miei esecutori testamentari di decidere, dopo aver vagliato la situazione al momento della mia morte.”

Il testamento è stato pubblicato il 14 dicembre 2016, dopo la morte del donatore, ma dal Comune non è mai uscita una parola su questo tesoretto.

Il Comune si è attivato con gli esecutori testamentari? Mi auguro di sì” dice Beccacece e continua “Non è mia intenzione far nascere polemiche verso il Comune. Il mio scopo è quello di valorizzare le opere artistiche e storiche di Recanati e conoscere se l’opera è di Jacometti”. Difficile dirlo poichè gli esecutori testamentari non hanno concesso nessuna immagine del quadro.

A questo punto auspichiamo che i legali del Comune, dopo due anni, siano ancora in tempo a concludere le pratiche, anche in virtù del fatto che il Comune ha assicurato al dottore la prossima collocazione delle opere di Biagetti, del restauro di un suo quadro, e l’apertura di altre sale espositive.

Il Museo completerebbe un percorso artistico con opere di indubbio valore, come le conchiglie incise dal Braccialarghe, l’orafo recanatese specializzato in incisioni su guscio di madreperla e dei quadri di grandi dimensioni come il probabile Guercino. Recanati città della cultura non dovrebbe farsi sfuggire una simile collezione.

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Nikla

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