Christopher Hall, un pittore inglese a Recanati

Nel 1954 l’artista Christopher Hall visitò l’Italia per dipingere  le bellezze paesaggistiche di un paese che ha ispirato molti pittori inglesi prima di lui. Richard Wilson, Wright of Derby fino a Turner, Consable, Reynolds, i Preraffaelliti con William Holman Hunt, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, sono alcuni degli artisti che definivano l’Italia, tappa conclusiva del Grand Tour, fonte di grande ispirazione e sinonimo di cultura, di libertà e di naturalezza. L’arte di questi maestri paesaggisti, grazie a un’instancabile sperimentazione, è il risultato di una elaborazione della tradizione figurativa che porterà l’Inghilterra, centro di un’evoluzione economica e sociale, a sviluppare un proprio originale linguaggio artistico diventato, nell’Ottocento, un modello per tutta l’Europa. I rapporti tra Italia e Inghilterra continuarono con i poeti inglesi della seconda generazione romantica (Byron, Shelley, Keats).  L’immaginario collettivo anglosassone nutriva per l’Italia una vera e propria venerazione, poiché appariva come una terra emanante pathos in ogni dove, da sempre  luogo delle emozioni più pure.

Christopher Hall arrivò a Recanati con un gruppo di amici, una sorta di comunità in contatto con pittori e intellettuali del luogo con cui intrecciarono amicizie e relazioni profonde. Insieme alloggiarono nella casa di Maria Sassetti, un’affittacamere recanatese, dietro suggerimento del padre di Christopher che consigliò al giovane figlio, diplomato alla Slade School of Art di Londra e in cerca di un posto bello da dipingere, la città di Recanati come meta ideale dove soggiornare. Mister Hall oltre ad essere un diplomatico era uno scrittore. Conobbe la nostra regione quando decise di intraprendere un viaggio in Europa per riscoprirne le bellezze distrutte dopo la guerra e raccontare la sua esperienza nel diario dal titolo “L’aquila d’argento”. A suo figlio consigliò di andare in Italia, nelle Marche, regione meno famosa e inflazionata della Toscana. “Vai a Recanati dalla signora Sassetti in Vicolo del Teatro”, gli disse. E fu così che dalla finestra di quella camera Christopher vide passare tutti giorni una ragazza, Maria Galassi, la figlia più giovane della vedova Elisa Piangerelli. La conobbe, se né innamorò e la sposò proprio qui a Recanati, la città dove sarebbe tornato ogni anno per dipingere angoli suggestivi e “istantanee” di momenti vissuti.

Negli ultimi tempi l’artista alloggiava da Emilio, lo storico albergo situato a poche decine di metri da Piazza G. Leopardi chiuso nel 2012, anno in cui l’artista dipinse una veduta di Castelnuovo che ora si trova nel Palazzo Comunale in una parete dell’ufficio del Sindaco.

A tre anni dalla sua scomparsa, Robert Hall, figlio dell’artista e di Maria, ha deciso di organizzare una retrospettiva del padre nel periodo in cui si commemorano i 200 anni della stesura de L’infinito di Giacomo Leopardi. Sabato 20 luglio alle ore 18 nello Spazio Cultura Art Gallery di Recanati è stata inaugurata la mostra dal titolo “Dall’Inghilterra alla città dell’Infinito. Dipinti di Recanati e Le Marche di Christopher Hall” alla presenza del Sindaco Antonio Bravi e dell’Assessora alle Politiche Culturali Rita Soccio.

L’esposizione comprende 92 dipinti, album da disegno con i bozzetti a matita, un paio di immagini religiose, il vaso che il loro amico Rodolfo Ceccaroni, il grande ceramista recanatese, regalò quando Christopher e Maria si sposarono e molta documentazione fotografica. Possiamo sfogliare l’album del matrimonio  dove qualcuno può riconoscere vecchi amici o parenti. Oppure luoghi trasformati come l’attuale Vicolo del Teatro e Vicolo San Michele dietro il Teatro Persiani, o ancora immagini di qualcosa che fa parte della storia della città e conserva un profumo d’antico con aspetti che oggi non si vedono più, come le donne con il “biroccio” o le “coronare” sedute fuori dalla porta mentre realizzano i loro rosari. Si scoprono così importanti relazioni tra Italia e Inghilterra non solo dal lato artistico ma anche da quello umano.

Venerdì 26 luglio, sempre in galleria, si riunirà tutta la famiglia anglo-italiana come testimonianza dell’eredità di questo artista che è stato profondamente ispirato da Recanati e dalla sue campagne.  Sarà l’occasione per rivedere parenti, amici e alcuni collezionisti che apprezzarono e acquistarono i suoi quadri e che hanno prestato i dipinti per questa mostra. Durante l’incontro Anthony, il fratello di Robert, presenterà il libro sulla carriera del loro padre.

Christopher amava dipingere il paesaggio, gli alti edifici con le loro vecchie facciate, i personaggi che chiacchieravano nelle piazze, i bambini che giocavano e altre scene di vita quotidiana. Nei suoi quadri si osservano vecchi annunci pubblicitari, cavi telefonici, tubi di scarico o vernice scrostata, gru, scritte sui muri, tutto dipinto con estrema e scrupolosa esattezza di dettaglio. Niente sfugge all’occhio allenato di Christopher, nemmeno il più piccolo particolare.

Le opere in esposizione mostrano come nelle sue composizioni l’elaborazione del colore si sia arricchita ed evoluta. Nei primi lavori le tonalità de-saturate stese con pennellate a macchia, raggiungono col tempo raffinatissimi accordi tramite minuti tocchi di pennello.

Colpisce molto lo stile di Christopher quando negli anni ’50, mentre dipingeva paesaggi, nel mondo dell’arte crescevano e progredivano nuovi linguaggi contemporanei. Basti pensare che nel 1956 il londinese Richard Hamilton realizzava Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing? manifesto della Pop Art. Tuttavia questo fatto non toglie nulla alla sua arte, rimasta coerente e indipendente da ogni moda. Le sue visioni sono uniche e originali, schiette e spontanee, talvolta ingenue ma sempre affascinanti, utili a ricostruire un tempo nemmeno troppo lontano ma ormai distante e perso per sempre.

Nikla Cingolani

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