Christian Boltanski a Bologna | Anime e cuore

Ultimi giorni per visitare la mostra antologica dedicata a Christian Boltanski, il grande artista francese che, più di chiunque altro, ha saputo raccontare il tema della memoria.

ANIME. DI LUOGO IN LUOGO il progetto a cura di Danilo Eccher, articolato in vari luoghi della città con il nucleo centrale al MAMBo – oltre 20 installazioni – terminerà il 12 novembre.

Ad accogliere il visitatore è Coeur l’opera iniziata nel 2008 con il nome di Les Archives du coeur dove l’intermittenza di una lampadina segue il ritmo cardiaco delle registrazione di migliaia di battiti raccolti in tutto il mondo. L’opera è stata presentata nel 2010 nell’isola giapponese di Teshima. Per Bologna Boltanski ha reso l’opera inedita con il suono del suo battito cardiaco e l’immagine proiettata del suo volto.  Dopo questa particolare “soglia” la mostra si articola nello spazio museale concepito come una cattedrale contemporanea, con la navata centrale e gli “altari” laterali. Dopo luci di lampadine fioche e intermittenti, labirinti di sottili velari con occhi stampati che seguono continuamente, altari che incorniciano un cappotto, sculture di scatole di zinco, e due parole al neon, una rossa l’altra azzurra, ai lati opposti, che avvertono DÉPART, partenza, ARRIVÉE, arrivo, proprio al centro c’è Volver, la montagna dorata alta sette metri eretta con le coperte isotermiche che si usano nelle operazioni di primo soccorso e generalmente le vediamo mentre coprono le spalle dei migranti, dei naufraghi, delle vittime. Infine “l’abside” con l’opera Animitas, un video realizzato in Canada che mostra centinaia di campanelli giapponesi legati a pali metallici, come fili d’erba, tintinnare al vento e seguendo il disegno della mappa celeste corrispondente alla data di nascita dello stesso artista. Sul pavimento un tappeto di fiori, erba e frutta chiama lo spettatore a fermarsi e meditare sull’esistenza e sul trascorrere del tempo.

Anche la città è stata invasa con i Billboard: trenta manifesti di immagini fotografiche che riproducono i dieci sguardi dei partigiani bolognesi – dieci volti scelti dal Sacrario dei Partigiani in Piazza del Nettuno – caduti nella Resistenza e ripresi nell’opera Regards, realizzata nel 1997 e donata alla Galleria d’arte moderna.

Boltanski ha un legame particolare con la città di Bologna. Vent’anni fa presentò al Museo di Villa delle Rose la mostra Pentimenti, e dieci anni dopo ha inaugurato il Museo per la Memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime dell’omonima strage aerea. Ora la mostra ANIME. DI LUOGO IN LUOGO assume un significato simbolico per la parallela ricorrenza di alcuni anniversari che incrociano la storia di Bologna con quella di importanti istituzioni culturali: 10 anni di MAMbo e del Museo per la Memoria di Ustica, 37 anni dalla strage di Ustica, 40 anni di Emilia-Romagna Teatro Fondazione.

Nato nel 1944 da padre ebreo di origine ucraina, Christian Boltanski si definisce figlio dell’Olocausto e nelle sue opere evoca spesso in maniera più o meno diretta l’orrore della guerra e dello sterminio. Alla fine degli Anni Sessanta con l’utilizzo di oggetti fortemente evocativi quali fotografie, filmati, frammenti autobiografici, candele, lampade e relitti, inizia a sperimentare un linguaggio più coinvolgente per esprimere l’importanza e la trasformazione dell’esistenza umana. Con la martellante presenza di tali elementi crea percorsi multi-sensoriali grazie ai quali il visitatore si trova ad affrontare temi esistenziali profondi: la morte, l’assenza, l’identità negata, il trascorrere del tempo, la memoria fugace e vaga.

Foto di Federica Amichetti

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet