Chi era la Mousmè di Van Gogh? E chi era Gabrielle Berlatier? erano la stessa persona?

La scoperta su un ritratto femminile di Gauguin degli studiosi Antonio De Robertis e Emanuele Della Bella, apre uno squarcio sulla fine tragica del rapporto con Van Gogh. CHI ERA LA MOUSME? E CHI ERA GABRIELLE BERLATIER? ERANO LA STESSA PERSONA? La prima volta che troviamo il nome e cognome Gabrielle Berlatier è su un documento di ricovero presso l’istituto Pasteur di Parigi, datato 8 gennaio 1888.Riguarda una ragazza dall’età presunta di 18 anni, figlia di un coltivatore di Arles, morsa da un cane rabbioso, alla quale sono stati portati i primi soccorsi nell’aia del mas de Faravelle, nel suo borgo natale, Moulès, a 10 km. a est di Arles, cauterizzando la ferita sull’avambraccio sinistro con un ferro rovente. La seconda volta troviamo il suo nome e cognome annotati su un piccolo vecchio taccuino, proveniente dalla bottega della famiglia Ginoux, presso la quale Vincent alloggiò da maggio a settembre 1888, prima di trasferirsi nella casa gialla. L’annotazione, da noi scoperta, datata 22 maggio 1888, riferisce che Gabrielle Berlatier ha aperto il Cafè de la gare alle 5 del mattino. Evidentemente lavorava per i Ginoux, faceva le pulizie, nel negozio e negli alloggi. Era da poco arrivata ad Arles, in cerca di lavoro, dopo essersi ripresa dall’infezione con cure e medicinali molto costosi.

Vincent nel marzo 1888 aveva conosciuto ad Arles il pittore danese Christian Mourier Petersen, di 5 anni più giovane e andavano spesso a dipingere assieme nei campi attorno all’abbazia di Montmajour. Lì vicino si trovava il mas de Faravelle, nei pressi della frazione di Moulès, dove abitava la famiglia di Jean Berlatier, moglie e 5 figli, la maggiore era Gabrielle. In un documentario della BBC scorrono 2 fotografie di gruppo della famiglia, datate 1888 e 1899, ma non si precisa chi è lei.

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Mourier Petersen lascia Arles per Parigi il 10 maggio 1888. Oltre ai quadri di paesaggio realizza anche un ritratto di giovane donna di Arles, che si trova in un museo di Copenhaghen. Martin Bailey in un recente articolo sul suo blog di The Artnewspaper, che anticipa la vendita all’asta da Chrisrtie’s New York di un disegno di Van Gogh, ricavato da un suo ritratto di Fanciulla detta La Mousmè della fine luglio 1888, afferma che si tratta della stessa ragazza dipinta un paio di mesi prima dall’amico danese, che avrebbe potuto fargli conoscere la donna. Abbiamo qualche dubbio che Bailey abbia ragione, ma è strano che Vincent lo stesso giorno che ritrae la mousme’, parla in una lettera a Theo di Istituto Pasteur e di cani rabbiosi….
La cosa interessante poi è che abbiamo scoperto che il ritratto di Mourier Petersen è sorprendentemente somigliante a una donna delle 2 foto di famiglia, dove per motivi di privacy Gabrielle non era stata individuata. Fin qui potrebbe apparire soltanto una delle tante congetture imbastite dagli studiosi per dare un nome e un volto a questa misteriosa giovinetta. Però i giorni scorsi ci siamo imbattuti in un quadro di Gauguin, datato inizio 1889 e intitolato GIOVANE DONNA BRETONE. Ma come potete vedere coi vostri occhi, si tratta della stessa ragazza ritratta da Mourier Petersen l’anno prima. Quindi Gauguin ha ritratto a memoria o per mezzo di una fotografia, una giovinetta di Arles appena tornato a Parigi, circa gennaio/febbraio 1889, ma l’estensore del titolo ha sbagliato, ingannato proprio dalla data posta a sinistra in basso sulla tela e dal paesaggio sullo sfondo che è provenzale e non bretone. Tre pittori tanto diversi che ritraggono la stessa donna. Sembrerebbe un misterioso triangolo amoroso….Ma non è uno scherzo purtroppo ma una tragedia. Mourier Petersen non c’è più quando il 23 ottobre 1888 arriva ad Arles Gauguin, proveniente da Pont-Aven in Bretagna. I primi giorni sono pappa e ciccia tra lui e Van Gogh, ma presto affiorano i dissapori che hanno fatto diventare apparentemente strabica la storia dell’arte moderna. Il 23 dicembre, ore 23 circa la vicenda ha un brutto epilogo, dopo l’ennesimo litigio. Van Gogh affronta in strada Gauguin con un rasoio, ma poi, impotente, lo usa contro se stesso, recidendosi l’orecchio sinistro. E qui succede una cosa strana: Van Gogh si reca pieno di sangue al bordello che frequentava con Gauguin, chiede di Gaby. Non ci crederete ma chi arriva? Gabrielle Berlatier, la ragazza con cui abbiamo iniziato questo racconto, che non è lì a fare la prostituta, ma poverina, fa le pulizie tutte le sere. Le lascia in mano un pacchetto in regalo, lo scarta e vede un orecchio pieno di sangue. Sviene, chiamano il poliziotto di quartiere. Vincent torna a letto nella casa gialla dove viene raggiunto solo il mattino dopo alle ore 8 dal commissario D’Ornano e dai suoi uomini. Gauguin che ha passato la notte fuori casa, torna al mattino ignaro di quanto successo. Manda subito un telegramma a Theo Van Gogh a Parigi, che arriva e poi tornano indietro assieme il 26 dicembre. Fine della storia. Anzi no, la storia non è finita, perché finora si pensava che Van Gogh si fosse mutilato perché Gauguin meditava da tempo di lasciarlo, oppure perché scosso alla notizia che il fratello Theo si era fidanzato ufficialmente. Non è andata così. Molto probabilmente entrambi si erano invaghiti della bella Gabrielle, che finora non aveva un volto. Ma quel ritratto fatto da Gauguin un mese circa dopo i fatti, dimostra che la causa del litigio fu proprio Gabrielle Berlatier. Altrimenti perché mai Gauguin avrebbe tenuto segreto nel suo quadro quel volto di giovane donna, che solo i giorni scorsi siamo riusciti a decodificare? E perché mai nella prima pagina di un abbozzo di libro di memorie del 1896/97, incolla uno schizzo della mousme’, regalatogli da Vincent dove in alto aggiunge la scritta “du regrette’ Vincent Van Gogh”? Chi aveva rifiutato Vincent?

-Antonio De Robertis

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Nikla

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