Beccacece: necessario catalogare le lapidi di Palazzo Venieri

Il dott. Sergio Beccacece, direttore del Corso UNIPER “Storie personaggi recanatesi”, interviene sulla mancata ricollocazione delle lapidi di Palazzo Venieri che tempo fa erano disposte sui muri dell’androne. La sua proposta è di inventariare e tradurre tutte le attuali 18 lapidi disposte sui muri del cortile e ripristinare quelle mancanti una volta collocate all’ingresso del Palazzo. “Giustamente Recanati è definita città della cultura e si fanno molti investimenti per valorizzarla” ha detto Beccacece “ma si dovrebbe tener conto anche di questa parte considerata talvolta marginale, poiché le lapidi rappresentano una parte, seppur piccola ma da non sottovalutare, del ricco patrimonio storico recanatese.”

Secondo il dottore le lapidi scomparse si trovano sicuramente in qualche magazzino comunale, come il famoso Padreterno del portale di Sant’Agostino sostituito con una copia durante il restauro. Tuttavia sarebbe opportuno ripristinarle e investire su questi documenti di pietra, testimonianze quasi sempre di tipo commemorativo, che sintetizzano con efficacia la narrazione collettiva delle epigrafi, dei simboli, dei luoghi che contribuiscono alla lettura temporale e culturale della memoria storica comune.

Monumentalizzare la storia di Recanati attraverso il censimento delle lapidi, secondo il dottore sarebbe un obiettivo interessante: “una volta inventariate e tradotte dagli storici o dalla Soprintendenza, potrebbero rientrare in un circuito storico-turistico di notevole interesse. Inoltre aggiungerebbe valore a palazzo Venieri simbolo del sapere in quanto sede del Liceo Classico e dell’Università d’Istruzione permanente Don Giovanni Simonetti.

In alcune di queste lapidi sono scolpiti i nomi di personaggi come Pietro De Carolis, patrizio romano, governatore e Visitatore Apostolico della Marca, oppure l’interessante fregio con scolpito il cappello cardinalizio o vescovile accanto a dei delfini, o ancora la pietra con scolpite le parole Memores…Molem (grande struttura), di cui non sappiamo quale sia il riferimento. Altra lapide interessante è quella del 1711 dedicata al Monsignor Antonio Vidman patrizio veneto, governatore della Marca con elogio, secondo le memorie di Diego Calcagni. Compaiono infine i nomi del Cardinale Marco Gallio e del Cardinale e Vescovo di Recanati Giulio Roma, protettore delle orfane. Sotto il suo mandato, nei primi anni del 1600, fece edificare l’orfanotrofio dell’Assunta grazie al lascito dell’edificio di Via xx Settembre di Barbara Massilla Massuci e al cospicuo contributo del dottore Tonio di Castelnuovo, rione dove si trovava il vecchio stabile, precisamente lungo la Piaggia.

N.C.

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Nikla

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