Auditorium gremito per il libro di Norma Stramucci

Soli 3 + (quell’altro) al Centro Mondiale della poesia con la presentazione del Prof. Raffaele Donnarumma, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Pisa che ha curato l’Introduzione.

Salone pieno, ieri sera, per la presentazione del nuovo libro della poetessa recanatese Norma Stramucci, Soli 3 + (quell’altro), proposto al pubblico attraverso la lettura di alcuni passi. Norma ha declamato le sue poesie, mentre i figli Ilaria e Paolo hanno letto i loro e quelli di quell’altro. Andrea ha perso la vita in seguito ad un incidente con la moto circa tre anni fa, ed ora rivive nelle stesse sue parole lette dal fratello, scritte quando ancora, ignaro del suo destino, annotava i suoi pensieri con la sensibilità di chi nella vita ama tutto e l’affronta con spirito d’avventura, cogliendo ogni attimo come fosse l’ultimo, apprezzando anche le piccole cose come il volo di un pettirosso. Si era iscritto all’Aido e la famiglia aveva accolto con gioia questa sua volontà espressa in vita autorizzando l’espianto degli organi. Ilaria ora è vice presidente di AIDO Recanati e, come ha detto lei stessa “vi sono incappata per colpa o per merito di Andrea”. Coglie poi l’occasione per ricordare come si può diventare donatori anche attraverso l’ufficio anagrafe che può trascrivere il consenso direttamente sulla carta d’identità.

E’ stata una serata all’insegna della solidarietà poiché tutti i proventi derivanti  dalla vendita e diffusione del libro saranno devoluti, con la causale “Nel nome di Andrea” all’Associazione Onlus “La Ragnatela” di Recanati che opera nel territorio con una preziosa attività in favore dei disabili. Ieri sera al Presidente della cooperativa Elio Piccinini è stata consegnata dall’autrice la busta contenente l’offerta della BCC di Recanati e Colmurano donata dal Presidente ing. Sandrino Bertini.

   

Un incontro toccante e commovente già fin dalle prime parole pronunciate dalla poetessa: Figlio mio, figlio mio, figlio mio bello… espressioni ripetute ossessivamente che hanno subito creato un’empatia straordinaria con il pubblico. Per chi ha conosciuto Andrea ha potuto sentirlo vicino e presente nel lessico poetico interpretato dalla poetessa e dai figli. Per chi non l’ha conosciuto, lo ha potuto solo immaginare ma tutti, dopo ieri sera, potranno forse incontrarlo in un batter d’ali di farfalla, in una pianura sfiorita, nel sorriso di una nuvola, o in un cinguettio di uccelli come quello evocato in uno dei suggestivi brani musicali del M° Fabio Roccagli in arte Nirmalam, che con i suoi strumenti – alcuni sembrano sculture – enfatizza la Natura con incantevole gentilezza.

Durante i saluti iniziali la Stramucci ha letto la mail del Sindaco Francesco Fiordomo che non ha potuto partecipare ma ha voluto che si leggesse il suo messaggio. Sono intervenuti l’assessora alle culture Rita Soccio, il Presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani Fabio Corvatta, l’editore Danilo Mandolini. Interessante l’intervento del Prof. Raffaele Donnarumma, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Pisa che ne ha curato l’Introduzione, ha messo in relazione il libro con l’arte contemporanea performativa dove il corpo degli artisti è sotto i nostri occhi: “Chi fa una performance non sta proprio recitando una parte, ma è persona narrante in grado di restituire un’esperienza vivificante per lo spirito; questo libro in un certo senso è una performance; è un libro che cerca di legittimare la poesia in esperienza vissuta”. Se nella performance artistica il corpo diventa vettore di significazione, così nella performance poetica la vita privata confluisce in quella pubblica attraverso la parola che viene impiegata come funzione poetica di comunicazione.

N.C.

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Nikla

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