Asmae Dachan. La risposta al vile attacco della Meloni

Recanati 2 giugno 2019 | Leggo dalla pagina Facebook di Asmae Dachan, giornalista freelance, scrittrice e poetessa di origine siriana, il suo rammarico per le inguste accuse da parte dell’ on. Meloni di essere simpatizzante con il terrorismo e integralismo islamico, e molto altro, e quindi indegna di ricevere l’onorificenza come Cavaliere della Repubblica, tra l’altro su indicazione dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, inoltrata per il tramite del prefetto di Ancona e condivisa dal presidente della Repubblica.

Asmae è  una tenace attivista da sempre in prima linea per i diritti umani, per i suoi reportage in Siria, dai campi profughi e da città colpite da atti di terrorismo, per l’integrazione tra i popoli e il dialogo interreligioso, per il suo forte impegno per la pace e per la libertà di pensiero. Si ricordi anche quando l’Ordine dei giornalisti (giustamente) annullò una mostra itinerante sulla libertà di stampa dopo che le fu negato di intervenire all’inaugurazione nella sede di Banca Marche, per rivolgere un appello a favore della libertà di pensiero e di espressione in Siria dove sono banditi i giornalisti stranieri e le uniche informazioni che filtrano – oltre a quelle dei media fedeli al regime – sono quelle trasmesse in rete dai blogger o da coraggiosi giornalisti e fotografi che si introducono clandestinamente nel Paese.

A Recanati Asmae è molto conosciuta per aver preso parte a diverse Marce della Pace organizzate da Don Rino Ramaccioni. Durante le presentazioni dei suoi libri dedicati ai problemi sociali, con il ricavato devoluto a progetti umanitari, ha sempre cercato di diffondere le voci delle vittime della guerra, dell’emigrazione e le storie del popolo siriano.

Conosco Asmae da diversi anni, da quando, coinvolta nel progetto artistico culturale “Privata” contro la violenza sulle donne non ha esitato a dare il suo contributo. A lei va tutta la mia stima.

La Meloni dimostra di non conoscere la storia di questa donna coraggiosa da sempre amica dell’Umanità.

Nikla Cingolani

Ecco la risposta di Asmae Dachan alla Meloni :

Mi trovo costretta, mio malgrado, a intervenire a proposito delle accuse che l’on. Meloni ha formulato nei miei confronti alla vigilia del conferimento dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Secondo l’on. Meloni sarei una persona indegna di ricevere tale onorificenza in quanto simpatizzante con il terrorismo e l’integralismo islamico, sostenitrice di uno stato salafita in Siria, contigua a criminali senza scrupoli, figlia dell’ imam di Genova, leader, a suo dire, dei Fratelli Musulmani. Infine, sarei colpevole, sempre per l’on. Meloni, di aver difeso il velo, il fazzoletto che porto in testa a copertura dei miei capelli.

Ho l’obbligo di rispondere a tali affermazioni.

Non vi è nulla di più distante da me, dalla mia educazione e dai miei convincimenti del terrorismo, della violenza, dell’integralismo. I miei articoli, i miei libri, la mia vita ne sono una testimonianza. Considero le dittature, tutte, comprese quelle religiose e salafite, un male da combattere.

Alla vigilia della Festa della Repubblica tale mio pensiero non può che essere ancora più sentito: sono e mi sento nelle mie fibre più intime italiana e so quale tributo di distruzione, di morte e dolore è costato all’Italia liberarsi dalla dittatura fascista e guadagnare la democrazia. La democrazia, la libertà, il rispetto della dignità delle persone sono per me un valore che mi guida ogni giorno nel mio lavoro di giornalista e di cittadina italiana.

Considero la libertà il bene supremo che nessuno può scalfire. La libertà è il bene cui ciascun essere umano ha diritto ed è per questo che da italiana di origini siriane e da giornalista ho raccontato la tragedia del popolo siriano.

Non mi riconosco in nessuna delle accuse che l’on. Meloni mi ha rivolto. Non comprendo come certe affermazioni possano essere formulate senza un briciolo di verifica, di attenzione, di rispetto verso la storia e la vita delle persone.

A proposito del velo che porto in testa, considero le scelte delle donne un fatto che appartiene alle donne. Combatterò sempre chi pretende di imporre loro come vivere, cosa indossare (ivi compreso il velo), quali scelte di vita compiere.

Ovunque ci sarà una donna costretta ad indossare il velo, quella donna troverà sempre in me un alleato e un difensore. Affermo ciò da donna che indossa il velo, con libertà e convinzione, oggi più che mai visto che mi ritrovo, mio malgrado e per pura speculazione, ad essere una donna che viene offesa e dileggiata per il solo fatto di indossare il velo.

Riceverò l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica fiera di essere italiana, fiera di essere cittadina di un Paese democratico, fiera della Repubblica, unica garanzia contro ogni forma di dispotismo, di sopruso, di umiliazione ma anche unica garanzia per il progresso, l’uguaglianza, la parità di genere.

E’ difficile comprendere perché tanta acrimonia verso di me, è difficile farsene una ragione e continuo a credere che se l’on. Meloni avesse letto quanto scrivo da anni, anche lei è una giornalista può comprendere cosa intendo, non avrebbe diffuso così tante infondate accuse nei miei confronti.

Noto anche che l’on. Meloni mi ha attribuito di essere la figlia dell’imam di Genova, città nella quale né io né la mia famiglia abbiamo mai vissuto.

Mi aggrappo quindi a questo ennesimo strafalcione per credere che questa aggressione ai miei danni sia il frutto di un abbaglio, di una foga polemica che prescinde persino dalla mia persona, della quale chi mi accusa non sa nulla, nemmeno dove vivo.

Auguro a tutti una Buona Festa della Repubblica, perché sia la festa dei diritti, della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia.

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Nikla

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