Antonio De Robertis: “Head of man è di van Gogh”

Lo studioso italiano Antonio De Robertis prende le distanze dal Museo van Gogh di Amsterdam e afferma di avere ricostruito l’esatta provenienza e la conseguente attribuzione a Vincent van Gogh del dipinto ‘Head of a man’. De Robertis sostiene di avere lavorato su quest’opera, oggi esposta alla National Gallery of Victoria di Melbourne, per 4 anni, confutando una perizia redatta da Louis van Tilborgh, curatore senior della storica istituzione olandese, su un ‘Ritratto di uomo’, catalogato col numero F209, che decretava la non autografia di van Gogh (continua a leggere)

Testo di Antonio De Robertis
RICAPITOLAZIONE DELLA PROVENIENZA DEFINITIVA DEL RITRATTO DI IVAN PAVLOVICH POKHITONOV FATTO DA VINCENT VAN GOGH,TRA IL MAGGIO E IL LUGLIO 1887.
-VINCENT VAN GOGH nella primavera del 1886 compra a Parigi alcune piccole tele pronte, nel negozio Vieille &Troisgros 35,  rue de Laval (timbro sul retro della tela di F215c,Portrait of a woman, ora ritratto di Matilda von Wulfert Pokhitonova); Rey&Perrod,rue de la Rochefoucauld angle Notre-Dame-de-Lorette (timbro sul retro della tela di F215d,Portrait of a woman,ora ritratto della madre di Matilda von Wulfert Pokhitonova). Fa il ritratto anche di una bimba seduta nuda,VERA Barbe, la figlioletta di 3 anni di Ivan e Matilda. Circa un’anno dopo fa il ritratto anche al capofamiglia e lo consegna nel 1887/88 a IVAN PAVLOVICH POKHITONOV,(che lo tiene fino al 1891); la tela di questo ultimo ritratto ha le caratteristiche simili per orditura delle 3 precedenti, utilizzate l’anno precedente.I l quadro, probabilmente senza cornice,rimane a: MATILDA von WULFERT POKHITONOVA, (dal 1891 al 1926), alla morte, il 26 giugno 1926. Ereditato dalle 3 figlie: VERA BARBE SOULIE’ (POI BIENAIME’) Pokhitonova, NINA Pokhitonova e ZOIA MARKEVITCH Pokhitonova.
Il quadro ereditato viene venduto o affidato a: PAVEL TCHELITCHEW, con EDITH SITWELL, sua amica, amante platonica, mentore e ispiratrice, che ha conosciuto il 27 maggio 1927. (acquistato dalle 3 sorelle Pokhitonov, 1927, risulta da uno schizzo con profilo femminile sul retro della tavola di supporto, dove è rappresentata Edith Sitwell o Alice B.Toklas, in base a un profilo nasale particolare, o forse anche Gertrude Stein, in base a un aspetto androgino).
Ceduto, forse con l’intermediazione di Guy Stein, all’epoca procacciatore d’arte francese per il mercato tedesco, al mercante d’arte di Parigi Paul Rosemberg,che ha la galleria in rue de la Boetie n.21, nella seconda metà del 1927. Rosenberg lo fa autenticare da De La Faille, lo fa incorniciare con una cornice dorata e lo spedisce prima ad Amsterdam alla casa d’aste A.Mak, dove De La Faille lo fa vedere ad Arthur Briet, poi a Colonia, alla Galleria Hermann Abels. (Vedi documentazione negli archivi della galleria Paul Rosemberg, rue de la Boetie n.21, conservati al MOMA) http://archive.is/AeOoP).
COLLECTOR “S”Berlin, indicato da Jacob Baart De La Faille, come primo possessore, in un foglietto di appunti depositato presso la RKD all’Aja. (Potrebbe essere Guy Stein, ma anche Vera Souliè oppure Edith Sitwell, che chiede,i nsieme a Paul Rosemberg, l’autenticazione e l’inserimento in catalogo a Jacob Baart de la Faille, che la concede, in base a una testimonianza rilasciatagli alla fine del 1927 dal pittore Arthur Briet, che affemò di sapere che il quadro era di mano di Van Gogh e di aver conosciuto a Parigi il modello ritratto, nel gennaio del 1888, come risulta anche da una foto INHA);
KUNSTSALON HERMANN ABELS,1927/28 venduto a: RICHARD SEMMEL, che lo acquista all’inizio del 1928 e lo presta alla mostra sull’impressionismo alla galleria Marcel Goldschmidt di Berlino, dal febbraio al marzo 1928, insieme ad altri quadri della sua collezione di pittori impressionisti.
Poi Semmel lo presta per mostre ad altre gallerie:
-Galerie Abels, Cologne;
-Galerie Goyert, Cologne and Kunsthandel;
-J.J. Biesing, The Hague;
-De Groot, The Hague;
-FREDERICK MULLER&CIE, AMSTERDAM, asta 13 giugno 1933, comprato da GUY STEIN,venduto poi a DAVID ECCLES, LONDON, restituito dopo 6 mesi, perchè non piaceva alla moglie;
-VICTOR CAZALET, LONDON, che lo spedisce insieme a un’altro suo quadro di Van Gogh, F801, ad Adelaide in Australia, per una mostra itinerante, che tocca le principali città, Adelaide, Sidney, Melbourne, in base al suo indirizzo scritto a matita sul retro, 55 Belgrove Square e a 2 etichette incollate, della ditta James Bourlet&son Ltd, una numerata B 54968 sulla tavoletta a supporto e una sul bordo della cornice nera, probabilmente sostituita a una precedente, dorata, prima della partenza per l’Australia;
– NGV(National Gallery of Victoria,Melbourne), acquistato nel 1940 tramite la Felton Bequest per 2196 dollari australiani. Ceduto in proprietà agli eredi di Richard Semmel con decreto ufficiale della NGV del maggio 2014.

COME SONO ANDATE LE COSE IN ESTESO

Il primo marzo 1886 Vincent arriva a Parigi da Anversa e va a vivere col fratello Theo in rue Laval n.27 (ora Victor Massè).[1] Non perde tempo e fin dai primi giorni cerca tele e colori nei negozi più vicini, dove conosce quasi subito la giovane pittrice Jeanne Donnadieu, che gli fa un ritratto completo a pastello, facendolo posare nel suo studio.[2] Si iscrive quasi subito ai corsi dell’atelier Cormon, in Boulevard de Clichy n.104. Lì fa subito amicizia con John Peter Russell, artista e studente australiano,f orse perchè entrambi parlano bene l’inglese. L’incontro si trasforma subito in simpatia reciproca e in amicizia solida, al punto che Vincent va spesso a trovare l’amico nel suo studio, situato alla Ville des Artistes, in Impasse Hélène n.15. Russell abita con la compagna, la modella di Cassino Marianna Mattiocco, e il loro figlioletto, John, da poco nato, in Boulevard de Clichy n.73, praticamente di fronte all’atelier Cormon, dall’altra parte della strada. Russell in quel periodo fa un ritratto a Vincent, abbastanza formale e tradizionale, sui toni scuri. Nello stesso fabbricato, in Impasse Hélène, abita ed ha lo studio, concessogli da Eugène Carrière nel 1885 [3], il pittore ucraino Ivan Pavlovich Pokhitonov, insieme alla moglie Matilda von Wulfert e alle due figliolette,Vera detta Barbe, nata nel gennaio 1883 e Nina, nata nel 1885. Provengono dal quartiere russo, attorno a place de l’Etoile, dove lui viveva ed aveva uno studio in rue de Tilsitt n.18, fin dal 1876, data del suo arrivo a Parigi. Lei è una ragazza brillante, nata a Varsavia nel 1856, studentessa di medicina a San Pietroburgo, traferitasi a Parigi nel 1879, per specializzarsi alla Sorbona. Frequenta il circolo di artisti russi, di cui lo scrittore Ivan Turghenev è il mentore e Pokhitonov il direttore. Ivan e Matilda, che ha 6 anni meno, si innamorano e vanno a vivere insieme, per poi sposarsi nell’ottobre del 1882 in Ucraina. Viaggiano molto, ma hanno sempre come punto di riferimento Parigi, dove lei nel 1885 fa domanda per il dottorato, specializzazione in dermatologia e igiene.[4]

Nel gennaio 1886 muore a Kiev, il padre di Matilda, Kostantin von Wulfert, e la madre arriva a Parigi con il lutto, per aiutare la figlia, alle prese con gli studi e con 2 figliolette molto piccole. E’ in Impasse Hélène che Vincent fa conoscenza con l’intera famiglia Pokhitonov. Ne nasce un rapporto di amicizia, al punto che Vincent convince Matilda, insieme alla figlioletta Vera e alla madre di lei, a posare per 3 ritratti distinti, che dal 1886 fanno parte della collezione della famiglia Van Gogh e poi del museo. Solo nell’ottobre del 2008 i ritratti di Matilda e della madre vengono riconosciuti come opere di Vincent, ma senza l’individuazione delle persone, in forma anonima. La famiglia Pokhitonov si divide tra Parigi e Pau, una località dei Pirenei francesi, ma nel maggio 1887 si trova nella capitale francese, quasi sicuramente per affari.[5] Pokhitonov è stato a contratto per nove anni, dal 1879 al 1887, con la prestigiosa galleria George Petit, ma nel maggio 1887 stipula un nuovo contratto con un ex direttore fuoruscito, Isidore Montaignac, che colloca alcune sue opere presso la galleria Boussod&Valadon, dove lavora il fratello di Vincent, Theo. Queste opere vengono immediatamente vendute a collezionisti americani.[6] E’ in questi giorni che Vincent rafforza i contatti con Pokhitonov, al punto che convince l’amico a posare per un ritratto. Si tratta proprio di F209, Head of a man, all’inizio di dimensioni sconosciute, forse in verticale, come tutti i suoi ritratti e autoritratti, fatto in pochi giorni, perchè poi Pokhitonov e famiglia nel luglio 1887 partono per Pau, da cui torneranno solo tra Natale e febbraio, forse ancora per motivi di affari, come risulta dal libro vendite della galleria Boussod&Valadon.[7] Sulla presenza dei Pokhitonov a Parigi all’inizio del 1888, abbiamo la testimonianza del pittore olandese Arthur Briet, già compagno di Vincent all’accademia di Anversa, che lo cita in una lettera indirizzata a Horace Mann Livens.[8] Briet, con una borsa di studio del governo olandese, alla fine di gennaio 1888, al compimento del ventunesimo anno di età, arriva a Parigi e si iscrive ai corsi dell’academie Julian, in rue de faubourg Saint Denis n.48, come risulta dai registri allievi di quell’anno,[9] ma sopratutto da una fotografia del fondo INHA, scoperta dame, nel luglio 2014.[10]

Briet nell’autunno 1927 viene interpellato ad Amsterdam dal catalogatore Jacob Baart de la Faille, che gli sottopone la fotografia e poi il quadro F209, che Paul Rosemberg gli ha inviato poco prima per ottenere l’autenticazione del ritratto e l’inserimento nel catalogo.[11]  All’epoca il catalogo era già quasi completato, perchè in una mostra monografica su Van Gogh presentata dal De La Faille stesso alla galleria Paul Cassirer di Berlino, nel gennaio 1928, i quadri vengono presentati in catalogo con la numerazione definitiva del catalogo generale, in preparazione, ma non ancora pubblicato.[12] E’ evidente che l’inserimento tardivo di F209 deve aver comportato lo scalare di tutta la numerazione successiva al 209. Briet,dopo aver visionato foto e quadro, dice al De La Faille di aver conosciuto tramite Vincent, il modello del ritratto, un pittore di cui non ricorda il nome, proprio lì a Parigi nel suo studio.[13] In base a questa testimonianza, Paul Rosemberg, forse coadiuvato nell’operazione da Guy Stein, ottiene l’autenticazione del quadro e così lo vende subito alla galleria Hermann Abels di Colonia, che lo rivende subito a un industriale tessile di Berlino, Richard Semmel, ebreo, che non perde tempo e lo aggiunge con la sua collezione di quadri impressionisti al prestito che fa per la mostra in allestimento a Berlino presso la galleria M.Goldschmidt, tra febbraio/marzo, dove il quadro purtroppo si ritrova esposto con altri 8 quadri falsi di Van Gogh, tutti provenienti da Otto Wacker, che in pochi mesi ha spacciato in Germania tra collezionisti privati e gallerie, ben 33 falsi.[14] Nei mesi e anni successivi, prima del 1933, Semmel lo presta a varie mostre in Germania e in Olanda.[15]

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Come è arrivato questo quadro in Germania, a Colonia, sicuramente tra la fine dell’estate e l’autunno 1927? Lo possiamo dedurre, analizzando il retro della tavoletta di mogano rosso, dove la tela originaria è stata incollata, dopo essere stata tagliata e ridotta di dimensioni sui 4 lati da Ivan Pavlovich Pokhitonov, il destinatario del quadro, appena ricevuto da Vincent nel gennaio/inizio febbraio del 1888. Intanto la tela è più piccola,lascia un bordo sul perimetro della tavoletta scoperto per circa 3/4 mm.[16] Ma questo bordo è pulito, non invaso dalla pittura.[17] Ciò significa che la tela è stata incollata, ancora pulita sul retro, a quadro già finito e dopo essere stata tagliata. Praticamente attorno al 1888. Probabilmente Pokhitonov lo teneva senza cornice in casa, oppure in una cornice dorata. Ma nel 1891 la situazione familiare si fa difficile, perchè Pokhitonov, che non andava d’accordo con la moglie già alla nascita della terza figlia Zoya, il 17 marzo 1888, viene scoperto in intimità con la sorella di lei, Evgenia, mandata a Parigi dalla madre per tenere sotto controllo il matrimonio.[18] Matilda infuriata caccia marito e sorella da casa nel 1892, quando cominciava già ad essere conosciuta e rispettata come medico nell’ambiente scientifico parigino.[19] Lei si troverà sola con le 3 figlie, recuperate forzosamente per vie legali dal marito, che nel 1893 ha un quarto figlio, Boris, dalla nuova compagna. Matilda non concederà mai il divorzio e porterà verso il marito un astio per tutta la vita, pur mantenendone il cognome Pokitonoff in tutti i saggi medici successivi e all’anagrafe.[20] Matilda troverà una nuova casa, prima in rue de la Boetie n.85,[21] poi in rue Villebois-Mareuil n.5, nel quartiere russo, vicino alla cattedrale di sant’Alessandro Nievsky, dove morirà il 26 giugno 1926.[22]

Dalle ricerche da me condotte insieme a Emanuele Della Bella, ad Amsterdam, presso la IISH,[23] dove sono conservati i registri di Boris Pokhitonov, dal 1921 al 1963, risulta che lo stesso era un grande appassionato di Vincent (vedi mio dossier con la descrizione accuratissima della visita alla mostra presso i Musèes Royaux a Bruxelles,nel novembre/dicembre 1927, dove torna ben 2 volte col cugino Nikolas Lazerevitch),[24] ma non fa mai cenno dell’esistenza di un ritratto fatto da Vincent al padre. Ne ho subito dedotto, che nel 1892, quando Pokhitonov abbandona la casa coniugale e Parigi, deve aver lasciato lì il suo ritratto, che è rimasto a Matilda fino alla morte. Matilda logicamente sapeva che l’autore era Vincent, ma non ne fece mai menzione per tutto il resto della vita, come non accennò mai neppure del ritratto fatto a lei, alla figlioletta e alla madre. Certamente prima di morire avrà messo al corrente le 3 figlie dell’esistenza del ritratto e chi ne fosse l’autore(tutta questa riservatezza potrebbe derivare dal fatto di non far sapere dell’esistenza del ritratto all’altra parte della famiglia,Evgenia e il figlio Boris). Sul retro della tavoletta esistono indizi se non prove, che il quadro è passato di mano in un periodo ristretto dopo il giugno 1927, a un anno esatto dalla morte di Matilda e al compimento dell’anno di lutto da parte delle figlie. Se questo sia un tempo di attesa voluto non lo so. Però le 3 figlie avevano all’epoca situazioni economiche diverse. La prima figlia, Vera, era da poco rimasta vedova dal primo marito Edgar Souliè e si era sposata in seconde nozze con l’imprenditore di profumi Bienaimè (forse attraverso conoscenze della madre Matilda, che era consulente di Helena Rubinstein), raggiungendo un certo benessere.[25] Della seconda, Nina, poco si sa e la terza, Zoia, era rimasta purtroppo vedova nel 1923, lasciata dal marito, il pianista Boris Markevitch, con 3 figli piccoli da crescere, il primo dei quali, Igor, nato nel 1912, era un promettente musicista. Sotto la protezione della sorella Vera, che la aiutò finanziariamente, si trasferì dalla Svizzera a Parigi, per far studiare il figlio, consigliata dal famoso pianista Alfred Cortot. Non è illogico pensare che la vendita del ritratto fatto da Vincent, ereditato dalle figlie di Matilda, abbia contribuito alle spese di mantenimento per far stare Zoia e figli a Parigi, anche se all’epoca Van Gogh non aveva certo le quotazioni iperboliche che si sono registrate a partire dal 1987. All’asta da Frederick Muller ad Amsterdam del giugno 1933, il quadro viene ricomprato dall’intermediario Guy Stein(che opera forse ancora per conto di Paul Rosenberg,Pavel Tchelitchew e di Edith Sitwell). Nel 1926, alla morte di Matilda, il quadro è senza cornice e il retro della tavoletta è pulito, non c’è nessuna etichetta o iscrizione o disegno. Ma circa a metà del 1927, qualcuno(poi da me e da Emanuele Della Bella individuato nel pittore russo Pavel Tchelitchew, che all’epoca aveva lo studio in Boulevard de Montparnasse, n.150), si permette di fare 2 schizzi ben riconoscibili a inchiostro o gessetto scuro, sul retro della tavoletta, rovesciandola prima di farli.[26] C’è a destra un profilo, che Ella Hendriks, restauratrice del museo Van Gogh, nella perizia del luglio 2007 (che sancisce la non autografia del quadro), definisce di uomo e a sinistra un’altro schizzo, forse la testa di un cagnolino o dei fiori, che il profilo sta osservando. Quel qualcuno in quei giorni ha acquistato il quadro dalle 3 sorelle Pokhitonov, oppure si è prestato come intermediario per la sua vendita, altrimenti sarebbe illogico che un’estraneo manometta senza consenso della proprietà, un quadro di tale valore e prestigio. Perchè siamo arrivati a Pavel? Su internet, semplicemente digitando le 3 parole Zoia Pokhitonova Markevitch, appaiono le immagini di ben 3 quadri che Pavel Tchetlichew ha dedicato a Zoia, al figlio Igor e a loro 2 insieme, tutti dipinti nel 1930. Quanto basta per stabilire una connessione tra il pittore e la famiglia Pokhitonov. Sappiamo difatti che Pavel aveva conosciuto nel 1927 l’adolescente Igor Markevitch, promettente musicista già all’età di appena 15 anni, arrivato a Parigi nel 1926, con la madre Zoia Markevitch, per il funerale della madre e poi stabilitasi nell’autunno 1927 in un’appartamento in Square des Batignolles, vicino alla Ecole normale de musique, in rue Cardinet, per favorire i 2 figli musicisti, Dimitri, violoncellista e sopratutto Igor, pianista e direttore d’orchestra. Il quartiere era già abbastanza esclusivo e signorile all’epoca e possiamo pensare che un certo benessere sia arrivato a Zoia dalla vendita del ritratto di suo padre fatto da Van Gogh. Probabilmente Pavel ha avuto un ruolo per presentare Igor nel 1928 a Serghiej Diaghilev, patron dei Balletti russi, che ne fu colpito e firmò con lui subito un contratto per la stesura di un concerto, che si tenne al Covent Garden di Londra il 15 luglio 1929. Lì viene visto e ammirato da Edith Sitwell, che l’anno prima aveva fatto una performance all’ARS THEATRE CLUB, come lettrice di alcuni passi di Macbeth da Shakespeare, il 28 giugno 1928, quasi in concomitanza con la prima mostra personale di Pavel a Londra, presso la Claridge gallery, tenutasi nel luglio 1928. Il fratello di Edith, Sacheverell,aveva già scritto i testi per uno spettacolo dei Balletti Russi di Serghiej Diaghilev, dal titolo IL TRIONFO DI NETTUNO, realizzato a Londra nel dicembre 1926, poi ripetuto in tournè a Parigi il 27 maggio 1927 al Théatre Sarah Bernardt.[27]

Pavel,arrivato a Parigi da Berlino nel 1923, si era subito legato a Gertrude Stein e alla sua compagna Alice B. Toklas, frequentandone il salone in rue de Fleurus n.27. Fu lì che Gertrude gli presentò, il 30 maggio 1927, appena tre giorni dopo che lui l’aveva intravista nell’intervallo di IL TRIONFO DI NETTUNO al Théatre Sarah Bernardt, uno spettacolo a Parigi dei balletti di Serghiej Diaghilev, restando affascinato dal suo volto particolare, la poetessa inglese Edith Sitwell, di 11 anni più anziana, che ben presto divenne sua amante platonica e ispiratrice, nonostante lui fosse dichiaratamente omosessuale.[28] I due entrano subito in sintonia intellettuale al punto che lui si reca appositamente a Londra per farle un grande ritratto, che mette in bella evidenza il suo profilo con un naso aquilino particolare, che lo aveva affascinato.[29] E’ proprio questo naso e questo profilo particolarissimo che sono effigiati e immortalati dietro la tavoletta di mogano rosso del ritratto di Pokhitonov.[30] Ma di chi è in realtà quel profilo aspro e misterioso? Di Edith Sitwell oppure di Alice B. Toklas,che aveva anche lei un profilo pressochè identico? Propendo per Edith,più convincente, anche per un motivo importante. Sono convinto che Pavel abbia in qualche modo coinvolto Edith nell’acquisto del ritratto di Pokhitonov direttamente dalle tre sorelle, figlie di Pokhitonov e che poco dopo entrambi si siano attivati per venderlo tramite il gallerista Paul Rosenberg,che non perde tempo a spedirlo in Germania,mercato d’arte fiorente, che Pavel conosceva molto bene, essendo vissuto a Berlino, dal 1921 al 1923. Lo indirizzano a Colonia presso la galleria Hermann Abels, che ha già a disposizione un’acquirente, l’industriale tessile Richard Semmel, che ha così già in mano l’autentica prima dell’acquisto, databile tra la fine del 1927 e l’inizio del 1928. Dalla provenienza conosciuta finora, da qui a seguire oramai da tempo accertata, sappiamo che Semmel, pressato dal partito nazista e in balia degli eventi, nel giugno e nel novembre del 1933 è costretto a disperdere la sua prestigiosa collezione di circa 130 quadri, in due aste presso Frederik Muller&Cie ad Amsterdam.[31] Il ritratto di uomo viene riacquistato dal mercante parigino Guy Stein, che non ha ancora una sua galleria, aperta nel 1934, ma che però opera da più di un quinquennio come procacciatore di quadri e fornitore nel florido mercato tra Francia e Germania e che in questo caso agisce per conto di Paul Rosenberg, Pavel Tchelitchew e Edith Sitwell.[32] Il fatto che nel 1935, due anni dopo, il quadro è in Inghilterra, acquistato da David Eccles, di nobile famiglia, fa intuire che Guy Stein, lo riconsegna forse a Edith Sitwell, che si attiva per ben 2 volte a far acquistare l’opera da parlamentari nobili inglesi della sua cerchia. Nel 1935 lo vende a David Eccles, ma la moglie non è convinta dell’acquisto e lo rimanda al mittente,[33] che lo rivende al nobile militare di carriera Victor Cazalet. Una scritta a matita sul retro in basso della tavoletta, 33 Belgrove Square, fa capire che è l’indirizzo proprio della residenza dei Cazalet. Una seconda etichetta posta in alto a sinistra,dimostra che il quadro è stato reincorniciato dalla ditta Bourlet una seconda volta nel 1939 (dopo la cornice dorata), con una cornice nera, la stessa quando Cazalet spedisce i suoi due Van Gogh in Australia ad Adelaide, a Sidney e a Melbourne, per una mostra itinerante, che ha come ultima tappa Melbourne alla NGV.[34] Lo stesso anno Cazalet vende il ritratto al museo NGV, tramite la Felton Bequest e lascia l’altro quadro F801 in deposito, perchè c’è la guerra. Poi Cazalet muore in un incidente aereo a Gibilterra nel 1943 [35] e il quadro torna dopo la guerra ai suoi eredi in Inghilterra. Il ritratto invece con la sua nuova cornice nera è esposto in permanenza sulle pareti del museo NGV a Melbourne, ma viene inviato nel 2000 per una mostra itinerante sul tema del Ritratto in Van Gogh, a Detroit, Boston e Filadelfia. Nel 2006 viene inviato per una mostra ad Edimburgo,[36] dove feroci critiche sulla sua autenticità da parte della stampa e di studiosi anglosassoni, costringono la NGV a porsi interrogativi circa la sua autografia vangoghiana.[37]

Al ritorno da Edimburgo il quadro fa tappa ad Amsterdam, dove Louis Van Tilborgh e lo staff scientifico del museo Van Gogh ne decretano nel luglio 2007 la non autenticità con una perizia estesa di più di 120 pagine.[38] Ma non tutti nel mondo sono d’accordo sulla sentenza del museo Van Gogh.

Nel 2008 poi un lettore di giornali australiani si accorge che il modello del ritratto assomiglia molto al ritratto di Ivan Pavlovich Pokhitonov di Ilia Repin, del 1882, che campeggia sulla copertina di un libro di Dostojevsky. E’ l’inizio della riscossa, portata avanti da Benoit Landais, ma sopratutto dalle mie scoperte che con estrema tenacia e forza di volontà ho qui ricostruito tutta la storia del quadro, rifacendo e completando la provenienza esatta.[39]

 

NOTE

[1] Dà appuntamento a suo fratello presso il Salon Carrè del Louvre, che si trova sotto la piramide di vetro, all’ora di pranzo.

[2] Vieille &Troisgros 35, rue de Laval(timbro sul retro della tela di F215c,Portrait of a woman,ora ritratto di Matilda von Wulfert Pokhitonova);Rey&Perrod,rue de la Rochefoucauld angle  Notre-Dame-de-Lorette(timbro sul retro della tela di F215d,Portrait of a woman,ora ritratto della madre di Matilda von Wulfert Pokhitonova).

Questi 2 dipinti sono gli unici tra quelli della collezione del museo Van Gogh ad avere la tela con la stessa orditura di F209 Head of a man.

[3] 15 rue Hégésippe Moreau, Paris 18ème :
Ce domicile des Carrière est attesté d’avril 1887 à fin 1888. Leur second fils, Charles Jean-René y voit le jour le 18 mai 1888. Cette rue a été ouverte en 1889, depuis son origine jusqu’à la rue et à la Villa Pierre-Ginier sous le nom provisoire de « rue de la Villa des Beaux-Arts », remplacé en 1890 par celui du poète Hégésippe Moreau (1810-1838). Paul Cezanne établit là son atelier que décoraient des reproductions de dessins de Forain. Francis Picabia est domicilié à la même adresse, lorsqu’il présente au Salon, LaPointe du port à StTropez. Il vit ici avec son amie Ermine Orliac. En 1906, il organise une exposition dans son atelier de Montmartre. D’autres artistes y ont leur atelier : Signac, Léon Lhermitte, Charles Atamian, Marcel Fournier, Raphaël Schwartz, Eugène Stible et Anglada Camarasa parmi bien d’autres. Picabia y vit encore en 1909 et 1910 avec sa femme Gabrielle Buffet. Il quitte l’atelier en 1910. [F.Picabia, Maria Lluisa Borras, Albin Michel]. 25 impasse Hélène, Paris 18ème :
L’actuelle rue Pierre Ginier. Cette voie privée s’était appelée avant 1891, passage des Moulins puis impasse Hélène.

25 impasse Hélène, Paris 18ème :
L’actuelle rue Pierre Ginier. Cette voie privée s’était appelée avant 1891, passage des Moulins puis impasse Hélène.

[4] POKITONOFF (Catherine Sophie Mathilde) Naissance 15/10/1856 – Varsovie (Russie Pologne) Cursus scolaire Reçue au doctorat en 1890 (34 ans) Baccalauréat et inscriptions à la FMP : équivalence des baccalauréats en 1884 et 16 remises d’inscriptions allouées en 1885 pour les cours suivis à l’hôpital militaire Nicolaïewsky Parents : en 1885, habite chez son àère, artiste peintre aux Batignolles, 15 impasse Hélène Informations complémentaires en 1896, 97 rue La Boëtie (8e) Notice extraite de : Fichiers de Pierre Moulinier. Corpus des étudiants étrangers et des femmes reçus docteurs en médecine à Paris entre 1807 et 1907.

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[5] https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/special-issue-ivan-pokhitonov-artist-sorcerer/matilda-pokhitonova-correspondence

[6] Matilda Pokhitonova to Vasily Vereshchagin 9 June [1887]

Sending a book and a shawl.

Dearest Vasily Vasilievich:

Allow me to share my sorrow with you: American merchants were here today, and I was foolish enough to listen to my husband and not come out to see them; however, I could hear the horrors from behind the drapes. My husband asked for2,000 for his best painting, and they were laughing at him between themselves, saying in English “It is not dear, at all”. Now, how do you like it? Since this painting cost him two cases of pleurisy, which means ten years ofhis life, I would rather smash it into pieces than sell it to the merchants. Even better, let the children inherit it when we are both gone, it will probably be worth more then, and at least they would have something. [He] wants to finish a few more paintings, so our trip has been postponed. But I will use this to move so that I could escape this rot and Ab. Clichy as soon as possible.

This is why I am asking you to take our palm and ivy till autumn; I hope that I can rely on you to honestly say “no, I do not want them ” if you do not want them. I will wait for your reply, and should you agree, please let me know when we could bring them over so that we do not inconvenience you.

11.00. We thought about it and decided to leave the palm here. I just received your letter and was very worried that you were ill, but I hope that you are better by now. None of us fell ill, but my husband is not feeling well, so I got in touch with a doctor we know who treats consumption, Bouchard. He did not have any time to see us before next Monday, so we do not know what to do now, get out of this terrible weather and forget about Bouchard, or stay here for another week and a half to get Bouchard’s advice. I refuse to make this decision by myself. As for the kefir [a Russian milk-based drink] recipe, I did not forget about it and will write to you separately in a few days, so that you do not wait for this letter even longer.

Goodbye and best regards from all of us to you all.
Respectfully,
M. Pokhitonova

Tretyakov Gallery Manuscripts Department. F. 17, item 953.

[7] Paul Getty museum,registro n.12 archivio Goupil

[8]  http://vangoghletters.org/vg/letters/let569/letter.html

[9]  https://sites.google.com/site/academiejulian/b-1/brieet

[10]  https://blog.bibliotheque.inha.fr/fr/posts/portrait-photographie-van-gogh-bibliotheque-inha.html

[11]  https://www.facebook.com/vangoghmouseinhibition/posts/1647678862139274

http://www.ngv.vic.gov.au/wp-content/uploads/2014/05/Report-by-Van-Gogh-Museum.pdf

http://www.adnkronos.com/cultura/2016/04/01/esperti-italiani-museo-van-gogh-rimetta-catalogo-uomo-barbuto_rmRNdV05fSUfHsQrZaJKaO.html

[12] https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fdigitool.library.mcgill.ca%2Fwebclient%2FDeliveryManager%3F%26pid%3D149132&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW

[13] – Mark Edo Tralbaut, Vincent van Gogh’s Antweri,sche petiode, Amsterdam 1948, p. 222; see also letter 550/439. 5Parijzer teeken- en vooral schilder-experimenten’, Ibid., p. 223. 6`…uitdrukkelijk [zou] hebben verklaard aldaar dat model te hebben gezien’, Ibid. 7Ibid., and see also p. 284, no. 40. 8J.-B. de la Faille, The Works of Vincent van Gogh. His Paintings and Drawings, Amsterdam 1970, p. 184, no. 209

[14] https://books.google.it/books?id=fdCzDt666RMC&pg=RA1-PA26&lpg=RA1-PA26&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=d7pfPjbQHM&sig=fCOxZnfsZuMkXXuR2aOyPj_DOF8&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEIRDAG

Sonderausstellung Impressionisten: Galerie M. Goldschmidt u. Co., Berlin, Feb. – März 1928. Contributor, Galerie M. Goldschmidt & Co. (Frankfurt, Main). Publisher, Galerie MGoldschmidt1928.

https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYCHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”pg=PA303HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”lpg=PA303HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”dq=m.goldschmidt+1928HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”source=blHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”ots=cmA9ilTr6UHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-ToHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”hl=itHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”sa=XHYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”&HYPERLINK “https://books.google.it/books?id=g2qYvc6NTDYC&pg=PA303&lpg=PA303&dq=m.goldschmidt+1928&source=bl&ots=cmA9ilTr6U&sig=6Dj8XvHcTsNg2GI3LcR4v1UZ-To&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB”ved=0ahUKEwjSrqDjyLTZAhVCuBQKHV5FBK8Q6AEILDAB

[15]  Vedi: RICAPITOLO DELLA PROVENIENZA DEFINITIVA DEL RITRATTO DI IVAN PAVLOVICH POKHITONOV FATTO DA VINCENT VAN GOGH,TRA IL MAGGIO E IL LUGLIO 1887.

[16]  http://www.ngv.vic.gov.au/wp-content/uploads/2014/05/Report-by-Van-Gogh-Museum.pdf

[17]  http://www.ngv.vic.gov.au/wp-content/uploads/2014/05/Report-by-Van-Gogh-Museum.pdf

[18]  https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/special-issue-ivan-pokhitonov-artist-sorcerer/matilda-pokhitonova-correspondence

https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/special-issue-ivan-pokhitonov-artist-sorcerer/recollections

[19] vedi nota 4

[20] https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/special-issue-ivan-pokhitonov-artist-sorcerer/recollections

e nota 4

[21] https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.idref.fr%2F075885468HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.idref.fr%2F075885468&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.idref.fr%2F075885468&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW

[22] https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.biusante.parisdescartes.fr%2Fhistoire%2Fbiographies%2F%3Fcle%3D27040HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.biusante.parisdescartes.fr%2Fhistoire%2Fbiographies%2F%3Fcle%3D27040&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.biusante.parisdescartes.fr%2Fhistoire%2Fbiographies%2F%3Fcle%3D27040&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW

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https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fstream%2Flesfemmesdocteu00harygoog%2Flesfemmesdocteu00harygoog_djvu.txtHYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fstream%2Flesfemmesdocteu00harygoog%2Flesfemmesdocteu00harygoog_djvu.txt&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fstream%2Flesfemmesdocteu00harygoog%2Flesfemmesdocteu00harygoog_djvu.txt&h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW”h=ATMYFLzzv0dOMYetJ3vI1tzyhRRLWcMVb_7nZ4jY1AxWo8AqkL-3KOe_b2ro0HMR8GCj3tyrnm-rM_ncTViNhTyz5EVq-EnEdo0uws4wabj7dZf1DkkW

[23]  https://search.socialhistory.org/Record/ARCH00803/ArchiveContentAndStructure

[24]  Letters to Ida Mett and Nicolas Lazarévitch (1934-) 1956-1974; manuscripts by Ida Mett; exercise booklets with notes by Ida Mett; exercise booklets with notes by Nicolas Lazarévitch; diaries of their relative Boris Wulfert-Pokitonov 1921-1963; the I. en N. Lazaréwitch papers were bought from Marc Lazaréwitch in Gagny, France, in 1988.

[25]  https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/special-issue-ivan-pokhitonov-artist-sorcerer/great-artist

[26]  https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fdata.bnf.fr%2F39684624%2Fle_triomphe_de_neptune_spectacle_1927%2FHYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fdata.bnf.fr%2F39684624%2Fle_triomphe_de_neptune_spectacle_1927%2F&h=ATOvvtJ1feytjo_Y-SesfxiuoU_zxiNKv72jpBeb8B5J-77bf3iOrT9ykdPt-ZwS_T7kQeZ3dLXZfb4bRPKxUpKZZRD-IkZS_7Nu4mHti22ELSgC9lbD”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fdata.bnf.fr%2F39684624%2Fle_triomphe_de_neptune_spectacle_1927%2F&h=ATOvvtJ1feytjo_Y-SesfxiuoU_zxiNKv72jpBeb8B5J-77bf3iOrT9ykdPt-ZwS_T7kQeZ3dLXZfb4bRPKxUpKZZRD-IkZS_7Nu4mHti22ELSgC9lbD”h=ATOvvtJ1feytjo_Y-SesfxiuoU_zxiNKv72jpBeb8B5J-77bf3iOrT9ykdPt-ZwS_T7kQeZ3dLXZfb4bRPKxUpKZZRD-IkZS_7Nu4mHti22ELSgC9lbD

http://www.ospiteingrato.unisi.it/il-principe-igor-alla-corte-donore-di-nadia-boulanger/

[27] Vedi varie biografie

[28] Idem

[29] Risulta molto chiaramente dal confronto con foto e ritratti

[30]  https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fuptonhousent.wordpress.com%2F2014%2F09%2F20%2Fanother-view-of-our-memling%2FHYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fuptonhousent.wordpress.com%2F2014%2F09%2F20%2Fanother-view-of-our-memling%2F&h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fuptonhousent.wordpress.com%2F2014%2F09%2F20%2Fanother-view-of-our-memling%2F&h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI”h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2Fexhibitions%2Fview%3Foid%3D500422HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2Fexhibitions%2Fview%3Foid%3D500422&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2Fexhibitions%2Fview%3Foid%3D500422&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.britishmuseum.org%2Fresearch%2Fpublications%2Fonline_research_catalogues%2Fsearch_object_details.aspx%3Fobjectid%3D4539%26partid%3D1%26output%3DTerms%252F!!%252FOR%252F!!%252F13279%252F!%252F%252F!%252FBritish%252F!%252F%252F!!%252F%252F!!!%252F%26orig%3D%252Fresearch%252Fonline_research_catalogues%252Frussian_icons%252Fcatalogue_of_russian_icons%252Fadvanced_search.aspx%26currentPage%3D7%26numpages%3D10HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.britishmuseum.org%2Fresearch%2Fpublications%2Fonline_research_catalogues%2Fsearch_object_details.aspx%3Fobjectid%3D4539%26partid%3D1%26output%3DTerms%252F!!%252FOR%252F!!%252F13279%252F!%252F%252F!%252FBritish%252F!%252F%252F!!%252F%252F!!!%252F%26orig%3D%252Fresearch%252Fonline_research_catalogues%252Frussian_icons%252Fcatalogue_of_russian_icons%252Fadvanced_search.aspx%26currentPage%3D7%26numpages%3D10&h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.britishmuseum.org%2Fresearch%2Fpublications%2Fonline_research_catalogues%2Fsearch_object_details.aspx%3Fobjectid%3D4539%26partid%3D1%26output%3DTerms%252F!!%252FOR%252F!!%252F13279%252F!%252F%252F!%252FBritish%252F!%252F%252F!!%252F%252F!!!%252F%26orig%3D%252Fresearch%252Fonline_research_catalogues%252Frussian_icons%252Fcatalogue_of_russian_icons%252Fadvanced_search.aspx%26currentPage%3D7%26numpages%3D10&h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI”h=ATPUK5IA7SIGWlSlLGLWOsS6lLHzUUz5KVsiPmjioF7En-HzB67h33Txx39L0vwIHh3sZSBmeNWa10ta9PBWkfqD8R_9cd2SdXq9rjbCfjvHx9IJQRwI

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2F-%2Fmedia%2FImages%2FArt%2FLibraries%2520and%2520Research%2520Centers%2FLauder%2520Research%2520Center%2FVersos%2FGris%2520Cup%2520Glasses%2520and%2520Bottle%2520Journal.jpgHYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2F-%2Fmedia%2FImages%2FArt%2FLibraries%2520and%2520Research%2520Centers%2FLauder%2520Research%2520Center%2FVersos%2FGris%2520Cup%2520Glasses%2520and%2520Bottle%2520Journal.jpg&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.metmuseum.org%2F-%2Fmedia%2FImages%2FArt%2FLibraries%2520and%2520Research%2520Centers%2FLauder%2520Research%2520Center%2FVersos%2FGris%2520Cup%2520Glasses%2520and%2520Bottle%2520Journal.jpg&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy

[31]  http://www.lostart.de/Webs/EN/Datenbank/SucheSimpelErgebnis.html?cms_param=SUCHE_ID%3D26014350

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.moma.org%2Fdocuments%2Fmoma_catalogue_1887_300062180.pdfHYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.moma.org%2Fdocuments%2Fmoma_catalogue_1887_300062180.pdf&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”&HYPERLINK “https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.moma.org%2Fdocuments%2Fmoma_catalogue_1887_300062180.pdf&h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy”h=ATMNU7eugOOcii7pfL4Y2GGefHMheKxl5Pjuy4xiCY53p85_CtaHSrV8Gjz6a-w3eh95xzRGcCDUrMxeD365nBPM3XPS7RbUr2gEY-PQaMk-N6kKvnwy

[32]  http://heinemann.gnm.de/en/welcome.html

[33]  http://www.artemagazine.it/old/arte-classica-e-moderna/37760/ex-ministro-di-londra-possedeva-un-quadro-nazi/

https://www.amazon.co.uk/collecting-David-McAdam-Eccles/dp/B0000CODN9

[34]  http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-27634262

https://www.codart.nl/exhibitions/details/1030/

http://arcade.nyarc.org/record=b1103066~S7

[35]  https://www.codart.nl/exhibitions/details/1030/

[36]  https://www.ngv.vic.gov.au/media_release/vincent-van-gogh-head-of-a-man-1886-authentication-progress-briefing/

[37]  https://www.amazon.com/Van-Gogh-Face-Portraits/dp/0895581531

https://www.ngv.vic.gov.au/media_release/vincent-van-gogh-head-of-a-man-1886-authentication-progress-briefing/

[38]  http://www.ngv.vic.gov.au/wp-content/uploads/2014/05/Report-by-Van-Gogh-Museum.pdf

[39]  https://www.cronachecult.it/il-blitz-di-antonio-de-robertis-e-emanuele-della-bella/

 

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Nikla

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