Andrea Pompei e l’arte della trasformazione

Ogni oggetto può avere una seconda vita. Nella storia dell’arte il riciclo ha colpito ed interessato moltissime personalità, da Picasso con la famosa “Testa di toro” del 1942 ottenuta da un manubrio arrugginito e dal sellino di una bicicletta, a Pino Pascali con le sue “Armi” del 1960, imitazioni di fucili e mitragliatrici ottenute con pezzi di metallo, barattoli, tubi, strappati alla rottamazione.

Si può donare nuova vita a qualsiasi cosa e Andrea Pompei, con la sua creatività e vivace immaginazione, modifica un oggetto qualsiasi dandogli una forma e un uso del tutto nuovo seguendo un’idea ironica e giocosa. Ballerine, robot, insetti, pesci, nascono dall’assemblaggio di oggetti domestici inutilizzati o dai legni trovati sulla spiaggia. I materiali di scarto grazie al gesto artistico, sono riscattati a seconda vita: dalla vergogna di essere immondizia all’orgoglio di rivivere come sculture vere e proprie. Un artista-artigiano Andrea Pompei, interprete sincero delle nostre emozioni e sentimenti, capace di dare loro forma e riportarci alla purezza infantile attraverso il sensibile trattamento dei materiali che rende leggero anche il metallo più pesante.

Ciò che colpisce della mostra REINVENTARTE  allestita nello spazio Effettoluce in Piazza G. Leopardi di Recanati, uno degli eventi di Artfestival, è il senso di dolcezza, ingenuità e felicità dei vari soggetti, i quali mantengono viva la loro essenza fanciullesca, la stessa con la quale Andrea Pompei lavora e permetterà a tutti noi di non smettere di sperare.

Nikla Cingolani

 

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