Andrea Meneghetti e le sue Afroditi

Intervista di Matteo Guidolin | Andrea Meneghetti è un giovane artista nato a Bassano del Grappa (VI) nel 1977 che però ha già alle spalle diverse mostre personali e collettive ed una carriera ormai ventennale. Dagli esordi legati alla pittura è passato da qualche anno alla scultura di opere legate alla mitologia ed in particolare alla figura di Afrodite. Ho avuto il piacere e l’onore di visitare il suo studio a Romano d’Ezzelino (VI) e di fare una chiacchierata con lui riguardo alla sua produzione artistica ed ai suoi progetti futuri.

M: Buon pomeriggio Andrea, innanzitutto grazie di avermi invitato nel tuo studio e di aver accettato di rispondere a qualche domanda su di te e sulle tue creazioni. Già dalle opere che esponi all’ingresso si nota subito il tuo amore per la grafica e per l’uso della linea: come è avvenuto il passaggio dalla pittura degli esordi alla scultura che è oggetto della tua produzione e ricerca artistica attuale? C’è un “filo rosso” che lega i due ambiti?

A: Buon pomeriggio a te e grazie per essere venuto a trovarmi. L’esigenza di tradurre i miei soggetti pittorici sulla tela in soggetti tridimensionali la sentivo da un bel po’ di tempo, poi un giorno mi è venuta l’idea di come realizzare queste opere, quindi è un unico percorso e il “filo rosso” è il segno, ricerca che mi accompagna dall’inizio del mio percorso.

M: Il soggetto principale delle tue ultime opere è la dea Afrodite che, nella religione greca, è la dea della bellezza, dell’amore, della generazione e della primavera. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a concentrare la tua attenzione su questo tema?

A: Afrodite per me, nelle mie opere rappresenta quello che di bello c’è in ognuno di noi uomo o donna, ogni Afrodite rappresenta delle qualità. Altra motivazione era fare un tributo alla figura della donna troppo spesso oggetto di violenza, darle la giusta importanza e riportarla al ruolo che le spetta.

M: Le tue sculture hanno la capacità, a mio parere, di essere “tattili” nonostante sia la luce, e quindi la più eterea delle materie, a ricostruire e completare nella nostra mente le figure che tu realizzi. Questo effetto luce-ombra così delicato ma fortemente evocativo che riesci a far emergere nei tuoi lavori dà anche carattere ai personaggi che rappresenti. Come nasce quindi una tua opera? Quali sono i passaggi che portano dall’ideazione alla realizzazione finale di una tua scultura?

A: All’inizio parto da un’idea, ho già ben presente cosa voglio realizzare. Da una base fotografica ricavo le ombre che poi aggiusto fino ad ottenere l’effetto che ho in mente. Utilizzo un misto di computer e matita (resto sempre molto legato al disegno) e quando il soggetto è finito, ritraccio il tutto e lo porto a tagliare al laser e piegare. Quando ho la scultura grezza in ferro la ripulisco, imprimo la matricola, do la vernice protettiva e alla fine gli strati di smalto nero all’acqua (tipo di colore che usavo anche per fare i miei quadri precedentemente).

M: So che hai già allestito diverse mostre personali. Mi ha piacevolmente sorpreso e incuriosito il fatto che hai esposto recentemente in due musei archeologici: nel 2019, Le nuove Afroditi, al CAOS Museo Archeologico di Terni e nel 2017, Le nuove Afroditi, al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Quali sono i valori e le corrispondenze elettive di questo legame tra arte contemporanea e l’antico?

A: Le nuove Afroditi è un progetto nato nel 2017 che sto portando avanti con il curatore Domenico Iaracà allestendo mostre nei musei Archeologici, questo per creare un dialogo tra le mie opere e i reperti esposti mettendo in relazione il contemporaneo con l’antico. I valori sono quelli che ho elencato prima: mostrare la bellezza che è in ognuno di noi e dare alla donna l’importanza e il rispetto che si merita.

M: Hai degli artisti di riferimento a cui guardi con attenzione? Quali sono le tue fonti di ispirazione?

A: I miei artisti preferiti sono Giotto, Modigliani, Bosch e Tamara De Lempicka.

M: Qual è l’opera a cui sei più legato o che rappresenta per te un momento importante nella tua produzione artistica?

A: Sicuramente La Primavera di Afrodite, opera con cui ho vinto il premio internazionale Comel del pubblico nel 2015: è stato un segno chiaro che le mie opere piacevano.

M: Come ultima domanda vorrei chiederti se ci puoi anticipare qualcosa sulle tue produzioni e progetti futuri: a cosa stai lavorando in questo momento?

A: Con Domenico Iaracà stiamo proponendo e valutando dove portare la mostra Le nuove Afroditi. A livello di produzione penso che per il momento continuerò a creare opere di dee.

M: Ti ringrazio infinitamente della tua disponibilità e gentilezza. Invito tutti i nostri lettori a visitare il sito http://andreameneghetti.altervista.org dove potrete trovare tutte le informazioni su Andrea Meneghetti, scorrere una galleria ricca di foto sulle sue opere e rimanere aggiornati sulle sue prossime mostre ed iniziative.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet