Alla Galleria Scarchilli finissage della mostra di Claudio Cintoli

Perché l’Uovo? È il titolo della mostra di Claudio Cintoli che la Galleria Scarchilli di Via Brunetti a Roma ha ospitato fino al 29 maggio 2018. Due spazi divisi ma uniti dalle opere di questo artista geniale ed unico per la sua poliedrica esperienza artistica, deceduto prematuramente nel 1978. A 40 anni dalla sua scomparsa la mostra non è un semplice omaggio, ma un percorso di riflessione per rielaborare temi fondamentali presenti in ciascuno di noi.

 

 

Scarchilli, Paola Douglas Cintoli, Nikla Cingolani

Come scrive Nikla Cingolani nel testo critico “La domanda posta da Claudio Cintoli contenuta nel suo Diaro Americano (1965) rappresenta la variante più originale dell’interrogativo ormai parte dell’immaginario collettivo Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Le tre domande fondamentali della filosofia sono state sintetizzate dall’artista in un’unica form(ul)a: l’uovo. Nel preciso istante in cui ha tracciato il perimetro della forma ovale corrispondente alla lettera finale o, egli formula e configura il modello della sua ricerca artistica che lo accompagnerà nel corso della sua carriera. Alla domanda Perché l’uovo? come risposta segue una breve lirica dove sono racchiuse alcune delle tematiche presenti nella maggior parte dei suoi lavori, sviluppate con tecniche e linguaggi diversi. Per Cintoli “L’uovo è un giardino che può schiudersi al volo e l’orizzonte del mare sono le ali tese del gabbiano.

Scarchilli, Ennio Tamburi, Pio Monti

Il suo incessante dialogo con la natura si ritrova in ogni opera esposta, ad iniziare dal lussureggiante e vitale Giardino di Gil, realizzato a New York nel 1966, situato di fronte a Spugna e laguna del 1965, dove una spugna vera, metafora del desiderio di sapere, rappresenta l’organismo che si riempie dell’ambiente in cui vive e unisce un paesaggio dipinto in due tele. La mostra ripercorre le fasi del suo lavoro dalle prime opere con suggestioni ispirate all’arte informale, ai meravigliosi disegni del Volo; dai collage e assemblage ai famosi Nodi e Chiodo fisso; dai Puntelliti in acciaio che nel 1969 invasero lo spazio della galleria Arte Studio di Pio Monti, fino alle opere iperrealiste come l’Uovo Oliva e lo Spicchio di limone.

Notevole il catalogo della mostra con contributi inediti tratti dai Diari e dal Micromegalomane.

Indubbiamente…..Lui era.

Photo courtesy Galleria Scarchilli

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Nikla

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