Adozioni internazionali, se n’è parlato a Castelnuovo

Alessandro Poeta presidente ACLI Castelnuovo

Sabato 16 febbraio 2019 al circolo Acli di Castelnuovo a Recanati si è svolta la presentazione del libro “Adozioni. Una famiglia che nasce” di Francesca Mineo, giornalista e mamma di un bambino nato in Cina. Uno dei motivi per i quali l’incontro è stato organizzato a Castelnuovo è perché nella comunità del rione si contano molti casi di adozione. Una di queste famiglie, Paggi-Capodaglio, ha stretto amicizia con l’autrice durante un viaggio compiuto in Cina per l’adozione.

Il libro, scritto sulla base della propria esperienza con uno stile ironico e brillante, contiene le riflessioni di tanti esperti di adozioni ed è dedicato soprattutto ai nonni, figure fondamentali all’interno di ogni famiglia che, nei percorsi dell’adozione, finora non sono stati molto coinvolti. Come ha spiegato l’autrice “La preparazione dei genitori ormai è molto buona, loro hanno avuto tempo, sono pronti, i nonni invece fino ad oggi forse hanno sottovalutato le specificità dell’adozione, hanno dalla loro parte l’esperienza di genitori e magari anche di essere nonni di altri nipoti: “Ma, sì, alla fine sono bambini come tutti gli altri!”, tendono a dire. È vero, ma poi nella realtà ci si rende conto che questi bambini hanno bisogno di attenzioni specifiche, perché il trauma dell’abbandono pesa.” Il libro vuol essere un aiuto non solo per i nonni ma anche per coloro che si trovano o si possono trovare nella stessa situazione.

All’incontro, presentato dalla giornalista Nikla Cingolani, hanno partecipato la prof.ssa Rita Soccio, assessora alle Culture e Pubblica Istruzione e la dott.ssa Adriana Frusto, psicologa e psicoterapeuta del Consultorio Familiare al Poliambulatorio di Recanati.

“Cultura e sociale è un binomio che non dobbiamo dimenticare” (Rita Soccio)

Rita Soccio Assessora alle Culture e P.I. di Recanati

Questo argomento lo affronto da insegnante perché di problematiche ce ne sono tante e bisogna saper interagire con gli alunni e catturare la loro attenzione.” Ha detto l’assessora Soccio nei saluti iniziali “Vorrei sottolineare che a volte la cultura la si scinde dal sociale ma non è così perché ci si può avvicinare all’Atro attraverso la cultura. Alcuni stati come il Canada e la Francia utilizzano l’arte per determinate patologie perché può essere d’aiuto. Cultura e sociale è un binomio che non dobbiamo dimenticare.

 

 

“Occuparsi dei bambini è difficile e faticoso ma non bisogna abbassarsi al loro livello. Bisogna innalzarsi per raggiungere la loro sensibilità e al loro sentimento per non ferirli.” (Janusz Korczak)

Adriana Frusto, psicologa e psicoterapeuta

A fine incontro la a dott.ssa Adriana Frusto tira un po’ le somme proponendo alcune riflessioni. Inizia dai numeri di adozioni in calo nella provincia di Macerata probabilmente a seguito del sisma, per continuare con la citazione di una poesia di di Janusz Korczak, medico, pedagogista, di origine ebraica, che fu vittima dell’Olocausto. “Occuparsi dei bambini è difficile e faticoso ma non bisogna abbassarsi al loro livello ma innalzarsi per raggiungere la loro sensibilità e al loro sentimento per non ferirli.” Per la dottoressa bisogna partire dalla cultura delle emozioni e la cultura del rispetto facendo prevenzione e invece si fa molto molto poco, a iniziare dalle istituzioni e dalla scuola dove i bambini adottati potrebbero essere soggetti a bullismo.

Quel bambino e il suo “zainetto”

Un’altra considerazione importante sono le origini del bambino che necessitano di essere integrate nella storia familiare e devono assumere un carattere simbolico e affettivo al fine di consentirgli di depositare il proprio “prima”, il suo passato, la sua storia, i suoi vissuti che  ognuno di loro porta con sé come degli “oggetti in uno zainetto” come scrive la Mineo nel libro. Con serenità costruirà il proprio “dopo” ovvero il futuro nella nuova famiglia e nel nuovo contesto di vita. Nella famiglia adottiva, caratterizzata da un legame di sangue, i nonni sembrerebbero “interrotti” (pag.28) perché non sono portatori di qualcosa di visceralmente insito nella famiglia come, appunto, l’eredità genetica. Tuttavia loro più di altri incarnano il senso della storia e se quel legame di sangue che non c’è non è capito fino in fondo e assimilato potrebbe creare difficoltà nella relazione con il nipote.

Secondo la dott.ssa Frusto “La funzione dei genitori è:

  • generare amore
  • aiutare il pensiero a crescere
  • aiutare ai bambini a tollerare le proprie angosce
  • avere speranza nel proprio futuro

Quattro pilastri che non sono funzioni di sangue. I genitori di bambini adottivi devono avere una marcia in più perché affrontano le fatiche più grosse.” La funzione dei nonni è la narrazione, la capacità di poter raccontare se stessi, gli episodi dei loro figli da piccoli in modo che il bambino forse può raccontare qualcosa di suo.

“Una famiglia che si apre empaticamente all’ascolto del dolore vissuto dalla prima infanzia, è una famiglia che permette al bimbo di esplorare il proprio mondo, interno e esterno, senza avere paura.”

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet