6 ALLE 6: esserci per essere-con-gli-altri

Non è una gara, non è una maratona, non è nemmeno una semplice passeggiata. 6 alle 6 è un’esperienza tutta recanatese dove si può gustare il sapore della solidarietà e dell’amicizia camminando insieme per 6 km all’alba, all’insegna dell’armonia e del benessere. Sei non è solo un semplice numero, ma la declinazione del verbo essere. Per questo, prendendo in prestito il concetto di Heidegger, ciò che conta è proprio l’esserci per essere-con-gli-altri. 6 alle 6 è il contenitore ideale per il mix di sport, cultura e solidarietà, capace di crescere in modo sorprendente e questa terza edizione lo ha dimostrato. Ne parliamo con Paolo Bravi, presidente della Grottini Team Recanati.  Con lui Paolo Marconi del gruppo VKN.

Siamo al Circolo Beniamino Gigli di Castelnuovo dove vi siete incontrati e avete elaborato l’idea della 6 alle 6, la camminata o corsa non competitiva diventata da tre anni un evento ricorrente.  Qual’è il bilancio di quest’ ultima edizione?

Infatti eravamo proprio qui al circolo una sera di giugno con il Team Grottini e gli amici del VKN quando abbiamo messo a punto l’idea. Da qualche tempo avevamo in mente di organizzare qualcosa d’importante. In Italia ci sono molte gare simili alla nostra, non ci siamo inventati nulla, ma a Recanati mancava. Il bilancio di quest’anno ha evidenziato una crescita sotto ogni punto di vista con un importo di  14.722,20 euro donato in beneficenza alle cooperative “La Ragnatela” e “Terra e Vita”,  le quali hanno ricevuto 7361,10 euro ciascuna. Ricordo che lo scorso anno l’importo è stato di  9.066,46 euro, sempre diviso tra le due cooperative, mentre il primo anno la somma di 2.353,99 euro è stata consegnata solo a La Ragnatela.

Andiamo avanti a parlare di numeri: in quanti hanno partecipato a questa edizione 2018?

Quest’anno eravamo 3.535 persone e 102 cani iscritti regolarmente. Per le persone il pacco gara comprendeva una T-shirt, un buono colazione e altri buoni sconti, per i cani la bandana e crocchette a colazione. 900 persone provenivano dai comuni limitrofi di Loreto, Porto Recanati, Castelfidardo, Osimo, Treia, Montelupone. 60 erano medici dell’ospedale di Torrette coinvolti dal dott. Paolo Cerchiara che lavora al Pronto Soccorso. Tra loro anche medici provenienti da Pesaro. Abbiamo coinvolto anche i medici di famiglia: Masaccesi, Fuselli, Moretti, Lepore, Buccetti, Daniele Elisei che lavora al reparto di rianimazione di Macerata. Sulla loro maglietta abbiamo scritto “doctor”, una parola che ha tranquillizzato i più anziani. L’amministrazione, che ci ha sempre sostenuto, quest’anno c’era tutta: sia maggioranza che minoranza. Inoltre abbiamo avuto l’iscritto più piccolo, Giulio Fabbraccio di 20 giorni – il babbo e la mamma si davano il cambio per tenerlo in braccio – e il più anziano Giovanni Marconi di 88 anni, entrambi di Castelnuovo.

Cos’è che rende interessante e piacevole ogni edizione?

Recanati è una città che offre molto. Le sue strade e i suoi vicoli sono impregnati di storia e permettono percorsi attraenti. All’inizio era una corsa-camminata che ultimamente si è trasformata in una passeggiata. Si tende di più a camminare perché la città è talmente bella che va goduta con più calma e un’andatura più lenta. Inoltre ogni edizione è diversa. Per distinguerle ogni anno abbiamo modificato qualcosa come ad esempio l’orario che è stato posticipato in modo da permettere una maggiore partecipazione. Anche il percorso, pur toccando i punti più importanti di Recanati, cambia di volta in volta per dare la possibilità alle persone di vedere scorci delle zone leopardiane in maniera diversa. Questo ci viene riconosciuto anche dagli stessi recanatesi che scoprono, o riscoprono, vicoli e angoli inaspettati. La nostra idea è anche quella di promuovere il territorio, per questo da due anni collaboriamo con lo IAT con il progetto MU6 che permette uno sconto nei musei della città.

E’ per questo motivo che l’evento è d’interesse culturale?

Non è solo l’itinerario a rendere culturale l’evento, ma è anche il coinvolgimento di altre realtà come il FotoCineClub per la documentazione fotografica e la Civica Scuola di musica Beniamino Gigli con maestri e allievi provenienti anche dal Giappone e Inghilterra, che hanno suonato dal vivo in alcuni angoli della città. Uno dei punti più suggestivi è stato il Chiostro di Sant’Agostino dove, al suo interno, è stato allestito un pianoforte a coda.

Correre, passeggiare, camminare, per molti è una filosofia.  Qual’è la vostra oltre alla beneficenza?

E’ quella dell’aggregazione sociale. In un momento in cui i social network sono diventati una sorta di piazza elettronica dove manca l’incontro fisico, vedere 3600 sorrisi, sentirsi partecipi ad un evento che è tanto banale e percepire l’euforia delle persone che lo prendono come un momento di festa, è bellissimo. Noi invitiamo sempre tutti. Vogliamo coinvolgere anche chi protesta. La passeggiata per la scelta dell’orario ha poco impatto sul traffico, tuttavia qualcuno si lamenta per il rumore. Quando si cammina un po’ di rumore è inevitabile…

Ma 6 alle 6 è una volta all’anno….

Qualcuno ha anche commentato che abbiamo trasformato questo evento in un carnevale. Questa cosa mi ha fatto pensare a quando eravamo bambini. Grandi e piccoli frequentavano il teatrino della parrocchia qui a Castelnuovo e a Carnevale il momento aggregativo era la sfilata. Questi momenti non ci sono più. Ben venga il carnevale se c’è anche la beneficenza!

Avete ricevuto particolari richieste da parte dei partecipanti?

Una richiesta strana di quest’anno è stata quella di un tale che non è potuto venire e pregava di rifarla la domenica successiva. Mentre  nella prima edizione, la telefonata di una signora che ci chiedeva se poteva venire in piazza. Peccato che erano le 9.30 ed era tutto finito!

Molte manifestazioni del genere hanno un testimonial, vuoi per catturare l’attenzione, vuoi per aumentare la sensibilità dell’opinione pubblica su alcune problematiche, come ad esempio la disabilità. Visto che devolvete i fondi a due cooperative che si occupano dell’inserimento lavorativo di soggetti diversamente abili, avete mai pensato ad affidarvi ad un volto famoso?

Ci abbiamo pensato e poi abbiamo abbandonato ma è una carta che ci giocheremo.

So che è troppo presto per chiedere le novità del prossimo anno, ma almeno il colore della T-shirt lo avete scelto?

Dopo il giallo e il rosso quest’anno abbiamo scelto il verde, il colore della natura, della speranza, del senso del rispetto, della luce che dà il via. Per l’anno prossimo qualche idea c’è. Abbiamo un intero arcobaleno a disposizione ma è presto per dirlo.

Manterrete la quota di 6 euro?

Credo di sì perché è un 6 che caratterizza la manifestazione ed è importante mantenere.

PAOLO BRAVI si è appassionato alla corsa fin da bambino quando abitava a Castelnuovo dove si svolgeva la gara podistica che ha portato tanti campioni come l’olimpionico Gelindo Bordin. Nel 1993, a 18 anni, ha corso la sua prima maratona di 42 km a New York dove si è classificato Primo Juniores. Da allora ad oggi ha corso 53 gare sulla distanza olimpica con un personale di 2 ore e 21. Nel 2011 si è cimentato nelle ultramaratone e arriva la convocazione nazionale. “Sono tornato bambino” ha dichiarato. Da quel momento non si è più fermato: 4 mondiali, 1 europeo e gli ultimi 3 mondiali come capitano della nazionale italiana dei 100 km. Nel 2016 è stato insignito dall’amministrazione comunale di Recanati con il titolo di cittadino benemerito per i suoi traguardi sportivi che hanno portato in alto il nome di Recanati. Di pochi giorni fa la convocazione per l’ultimo mondiale di atletica come tecnico.

PAOLO MARCONI fa parte del gruppo VKN, acronimo dell’espressione dialettale Viè kun nò (vieni con noi). Il gruppo nasce quando Paolo in compagnia del suo cane ha iniziato a correre intorno a Recanati alle 6 del mattino. A lui si è affiancato Paolo Lorenzetti e da lì in poi, quando incontravano altre persone che correvano da soli, li invitavano con il “viè kun nò”. “La mia soddisfazione più grande” ha detto Paolo “ è aver cominciato a correre da solo a quell’ora e adesso ritrovarmi con 3600 sorrisi come li chiama Paolo”.

Nikla Cingolani

Photo courtesy of ©Roberto Flamini ©Silvia Gambini ©Roberto Gasparrini

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