“Omaggio a Leonardo” alle ACLI di Castelnuovo, Recanati

Se Recanati è davvero la ormai declamata Città della Cultura, dovrebbe ricordare e omaggiare non solo i talenti recanatesi o marchigiani, ma anche quelli italiani che hanno fatto e continuano a far grande l’Italia nel mondo. Per questo non poteva mancare il contributo a Leonardo da Vinci nel 500° anno dalla morte nello stesso anno in cui si festeggiano i 200 anni de L’infinito di Giacomo Leopardi.

Il doppio omaggio è stato possibile grazie alle ACLI di Castelnuovo, dove si è tenuto l’incontro dal titolo “Leonardo, Leopardi e i loro orizzonti” con la videolettura a cura di Nikla Cingolani del testo del prof. Vladimiro Valerio, architetto ed ex docente allo IUAV di Venezia, contenuto nel catalogo della mostra “Leonardo, genio e visione in terra marchigiana” tenuta in Ancona presso la Mole Vanvitelliana nel 2005, e la conferenza del prof. Leonardo Emiliani docente di Storia dell’Arte all’UNIPER “Don Giovanni Simonetti”. Appese alle pareti, le immagini di alcuni dei quadri più famosi di Leonardo, donate dal sig. Giuseppe Elisei al Comitato Quartiere Castelnuovo, organizzatore dell’incontro, uno degli eventi di Castelnuovo in Festa.

Chi crede che non ci siano rapporti tra i due geni si sbaglia. Secondo Vladimiro Valerio, autore del saggio “L’orizzonte e l’infinito in Leonardo”, ci sono delle affinità di pensiero e concezione che accomuna Leonardo da Vinci e Giacomo Leopardi quando si trovano a trattare temi collegati all’orizzonte e all’infinito. Come scrive nel testo nella biblioteca di casa Leopardi viene conservata una copia abbreviata del Trattato di Pittura di Leonardo da Vinci. E’ probabile che il Trattato abbia potuto attirare l’attenzione del poeta e spostare la sua riflessione dal versante astronomico a quello della immaginazione e del piacere soprattutto nella parte ottava dal titolo “Del Orizzonte”.  Non è quindi del tutto peregrina l’ipotesi che il Trattato di Leonardo abbia potuto attirare l’attenzione del poeta e spostare la sua riflessione dal versante astronomico a quello della immaginazione e del piacere. Per quanto sia difficile provare un riferimento diretto, va notato che richiami a Leonardo sono presenti nell’opera di Leopardi; famoso è il brano presente nella Storia dell’Astronomia, terminata nel 1813, nel quale egli discorre della Luna nuova la cui faccia è colpita dalla luce del sole riflessa dalla terra. Se orizzonte e infinito nella poetica di Leopardi raggiungono una profonda comunione, in Leonardo l’orizzonte indefinito è  il “limite” della nostra vista, che ci riporta all’etimo stesso del vocabolo che ha la sua radice nel verbo greco “orizein”, dal significato di porre limiti, definire, segnare un “confine”, termine originariamente usato da Leopardi nella sua lirica. Tuttavia le posizioni di Leonardo e di Leopardi infine si divaricano: mentre il primo cerca di capire sempre di più sull’orizzonte, sulla posizione, sulla sua variabilità e sulla sua visibilità, il secondo tende a nasconderlo a renderlo intuibile ma non visibile. La ricerca del “certo” di Leonardo non poteva abbinarsi al piacere del “vago” e dell’indefinito che Leopardi perseguiva con altrettanta precisone.

Il prof. Leonardo Emiliani durante il suo intervento ha mostrato le varie differenze di stile tra alcuni dei più grandi artisti del periodo di Leonardo, mettendo in risalto quanto l’ iconografia di quest’ultimo fosse troppo avanti per i tempi. Infine ha tratto le sue conclusioni sul rapporto tra Leopardi e Leonardo: “L’ipotetico rapporto tra loro, secondo il mio modesto giudizio, sta nel tentativo di entrambi di penetrare l’arcano mistero della natura reale. Uno con i versi pittorici, l’altro con la prosa ma entrambi si perdono in questo vortice”. Per Emiliani Leopardi guarda Leonardo non come pittore ma come scrittore e guarderà Leonardo come prosatore. Prima viene la scrittura poi la pittura; Leonardo pittore e scrittore della realtà in prosa, Leopardi scrittore della realtà in versi.

La serata si è conclusa brindando con  l’aperitivo Acquarosa, la bevanda a base di rosa canina inventata da Leonardo, trasformata in un apprezzatissimo e delicato cocktail.

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Nikla

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