“Centenari Leopardiani 1898 – 1937” un volume per non dimenticare

Luigi Crocetti, una delle figure più significative del mondo delle biblioteche e delle discipline biblioteconomiche in Italia, già nel 2000 introduce il concetto di “Archivio culturale” per indicare le grandi concentrazioni documentarie che, al di là delle biblioteche d’autore o degli archivi degli scrittori in senso stretto, costituiscono una fenomenologia assai più ampia e diversa. Oggi l’espressione è comunemente usata per definire quelle collezioni di libri, carte, oggetti, fotografie, ecc., spesso multiformi, raccolte da persone o personalità durante la propria vita professionale, artistica, scientifica o, semplicemente, per passione e poi cedute a enti pubblici o privati per conservarne e valorizzarne la funzione di memoria personale e collettiva. E’ il caso del volume dal titolo “Centenari Leopardiani 1898 – 1937”, a cura di Fabio Buschi e Roberto Carlorosi, presentato Sabato 14 Settembre presso l’Aula Magna del Comune di Recanati, in occasione del Bicentenario de L’infinito, alla presenza del Sindaco di Recanati Antonio Bravi, S.E. Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua Presidente del Comitato Nazionale del Bicentenario de “L’Infinito”, l’assessore alle Culture,Turismo e P.I. Rita Soccio, Fabio Corvatta Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, la Prof.ssa Paola Magnarelli. A presentare l’incontro di elevatissimo spessore culturale la poetessa e scrittrice Norma Stramucci.

Il libro, proposto in un’elegante veste grafica,consente di rivivere, attraverso documenti , lettere, manifesti e immagini, come scrive Carlorosi in seconda di copertina – quello che Recanati e l’Italia tutta volle vivere e far vivere ai cittadini quanto venne fatto per celebrare il Sommo Poeta, a cento anni, 1898 dalla nascita, e a cento anni 1937 dalla sua morte.”

Un volume esteticamente pregevole con un messaggio grafico accattivante ad iniziare dalla copertina sobria ed essenziale, senza immagini per scelta in modo da non scompensare un periodo o un altro, con le sole scritte a colori. Per gli anni sono stati impiegati i toni utilizzati nei due manifesti dei centenari: color sabbia per il 1898 e azzurro per il 1937.

Nessun fotoritocco per i documenti che mantengono il loro aspetto in ogni particolare come ad esempio le pieghe della carta da lettere, tutte riscritte in modo da facilitare la lettura, mantenute intenzionalmente come traccia del loro vissuto. Una di queste è firmata in data 23 aprile 1898 da Maria Pascoli, sorella del poeta, incaricata a nome del fratello da molti giorni malato di tifo, di ringraziare il Consiglio Direttivo del Comitato d’Onore per il Centenario Leopardiano “dell’onore che gli fa ponendo il suo nome tra quelli di così grandi ed elette persone”. Tra i componenti la poetessa Alinda Bonacci Brunamonti, Gaetano Koch, Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni, Cesare Lombroso e Giosuè Carducci ospite del dott. Remigio Leoni il quale in un biglietto scrisse: Su questo mio tavolo la mattina del 28 giugno 1898, Giosuè Carducci, scrisse il discorso pronunciato da lui nella grande aula del Comune di Recanati, nello stesso giorno, per solennizzare il primo Centenario di Giacomo Leopardi.

Dal manifesto del programma si leggono alcune iniziative particolari come l’inaugurazione della luce elettrica la sera del 29 giugno, giorno d’inizio delle onoranze, oppure l’inaugurazione della “mostra mandamentale” artistico-agricola-industriale promossa dalla locale Società Operaia il 14 agosto, mentre il 15 agosto onoranze speciali al Leopardi decretate dalla predetta Società. Sfogliando le pagine non può sfuggire l’estrema cura nel preparare cerimonie impeccabili prestando attenzione anche ai minimi particolari come i fiocchetti di vario colore per le diverse Commissioni: bianco per la Commissione per l’Esposizione, bleu per la Commissione per i Ricevimenti ecc. Tuttavia il racconto fotografico evidenzia la trasformazione del paesaggio urbano, dalla distruzione del vecchio Palazzo dei Priori per costruire l’odierno Palazzo Comunale e la rimodellazione del Colle dell’infinito per finire con la realizzazione del Centro Studi Leopardiani, volto a valorizzare la grandezza di Giacomo Leopardi.

Ancora una volta Fabio Buschi e Roberto Carlorosi avvalendosi, degli Archivi Storici del Comune di Recanati, del Centro Nazionale Studi Leopardiani, della Biblioteca Benedettucci, della Società Operaia e dell’archivio fotografico dei fratelli Buschi, hanno voluto lasciare traccia attraverso “l’arte della narrazione per immagini”, questo nuovo “album” di storia, farcito di parole con l’encomiabile introduzione della prof.ssa Paola Magnarelli, dove documenti privati e pubblici ripercorrono passaggi indelebili di un vissuto certamente da “ricordare” e non dimenticare.

Il libro è disponibile nelle librerie di Recanati.

Nikla Cingolani

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