10^ Premio Ugo e Vittoria Beccacece

Il premio, arrivato alla decima edizione, è stato istituito dalla famiglia Beccacece come un compenso all’alunno della classe 5° elementare della Scuola Primaria di Castelnuovo, più meritevole per condotta e rendimento. La ricompensa rappresenta una forma di mecenatismo privato disposto a sostenere le spese che la famiglia dell’alunno dovrà affrontare per i libri di testo della scuola media. Quest’anno ad aggiudicarsi la borsa di studio è stato l’alunno Riccardo Sabbatini, della quinta elementare nella classe della maestra Rossana Spadari (LEGGI L’ARTICOLO).

La finalità del premio, come ha detto il dott. Sergio Beccacece, è di ricordare i genitori rinsaldando il legame al quartiere dov’è nato insieme agli altri fratelli, e dove la famiglia ha svolto per diversi anni l’attività di costruttori di fisarmoniche con la propria azienda situata a Porta Cannella, poco distante dalla scuola elementare. Beccacece ha definito il premio “un pallido ricordo”, da intendersi come una piccola cosa per evocare la più importante attività dei genitori Ugo e Vittoria, senza avere la pretesa di fare confronti tra la loro operosità e questa iniziativa. Se la sorella Erina durante la cerimonia ha ricordato il borgo di Castelnuovo come un luogo dove regnava miseria e povertà, in un momento in cui era in corso la guerra, il dott. Sergio, essendo più giovane di sei anni, ricorda il periodo in cui si stava riscontrando un miglioramento. Nonostante ci fossero situazioni di povertà, il borgo si stava risollevando e l’azienda dei genitori dava lavoro alle persone del luogo, con stipendi che potevano garantire loro una vita dignitosa. Ci tiene a dire che ha sempre chiamato i lavoratori non operai ma maestranze, perché ognuno di loro era un maestro nel proprio lavoro, e spesso erano contesi dalle fabbriche di Castelfidardo.

Del premio più che il diploma e la somma, quello che conta per Beccacece, è la festa di tutta la scuola e dell’intero personale, coinvolti durante la piccola cerimonia che vuole essere momento di unione e armonia.

Non poteva mancare l’omaggio a Beniamino Gigli da Pierluca Trucchia, Presidente dell’omonima associazione, il quale ha cantato “Non ti scordar di me”, un cavallo di battaglia del grande tenore, nato in questo quartiere. Il dott. Beccacece, con l’ironia che lo contraddistingue, ha poi terminato con una battuta ironica, auspicando che i bambini si debbano sì istruire nel migliore dei modi, come si sta facendo in questa scuola, ma che conservino in un cantuccio della loro memoria “l’ignorantezza”, caratteristica propria dei casternovesi. Come dice l’attore Paolo Cevoli “l’ignorantezza non è l’essere ignorante, ma il voler fare qualsiasi cosa anche se non si sa come fare”.

N.C.

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Nikla

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